Corte costituzionale
Sentenza n. 231/2014
Corte cost., sent. 10 ottobre 2014, n. 231
Dati del provvedimento
- Organo
- Corte costituzionale
- Provvedimento
- Sentenza
- Numero
- 231/2014
- Data di deposito
- 10 ottobre 2014
- Data di decisione
- 24 settembre 2014
- Esito
- Non fondatezza
- Tipo di giudizio
- GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
- Relatore
- Sergio Mattarella
- Presidente
- TESAURO
- ECLI
- ECLI:IT:COST:2014:231
Norme oggetto del giudizio
- art. 2, legge della Regione Molise n. 14 del 21 luglio 2010
Parametri
Massime
Massima n. 38123
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - in riferimento agli artt. 3, 24, primo comma, 111, secondo comma, 113, secondo comma, e 117, settimo comma, Cost. - dell'art. 2 della legge della Regione Molise 21 luglio 2010, n. 14, il quale stabilisce che «Ai fini del contenimento della spesa sul personale, [...] gli apparati amministrativi del Consiglio regionale sono coordinati dal Direttore generale della Direzione generale I della Giunta regionale [...], in carica alla data dell'entrata in vigore della presente legge senza ulteriori riconoscimenti economici. A tal fine, è revocato l'incarico di Segretario generale del Consiglio in essere ed è risolto il connesso contratto di lavoro a tempo determinato». Difatti, l'impossibilità per l'ex Segretario generale del Consiglio regionale molisano, destinatario della disposizione censurata introdotta nell'ordinamento con legge-provvedimento, di ottenere tutela direttamente dal giudice comune non comporta la lesione del suo diritto alla tutela giurisdizionale, ma solo il trasferimento di tale tutela all'ambito proprio della giustizia costituzionale. Il che esclude, altresì, che tale trasferimento sia, di per sé, discriminatorio o suscettibile di alterare la parità delle parti nel processo. Quanto alla censura specificamente riguardante il contenuto della disposizione impugnata (revoca ex lege di un incarico dirigenziale senza che la relativa funzione sia stata soppressa), è del pari non fondata perché prospettata in riferimento ad un parametro del tutto inconferente, qual è l'art. 117, settimo comma, Cost., che prescrive alle leggi regionali di rimuovere ogni ostacolo che impedisca la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovere la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive. - Nel senso dell'inammissibilità delle censure prospettate dalla parte privata in riferimento ai parametri, nonché ai profili di illegittimità costituzionale, che non figurano nell'ordinanza di rimessione, v., ex plurimis , le citate sentenze nn. 310/2013, 114/2013 e 104/2007; ordinanza n. 298/2011. - Nel senso che la «natura di "norma-provvedimento" [...], da sola, non incide sulla legittimità della disposizione», v. la citata sentenza n. 270/2010. - Nel senso che le leggi-provvedimento non sono incompatibili, «in sé e per sé, con l'assetto dei poteri stabilito dalla Costituzione», v., ex plurimis , la citata sentenza n. 85/2013. - Sulla necessità di valutare la legittimità delle leggi-provvedimento «in relazione al loro specifico contenuto», v., ex plurimis , le citate sentenze nn. 275/2013, 154/2013 e 270/2010. - Sulla necessità di valutare la legittimità della legge-provvedimento «essenzialmente sotto i profili della non arbitrarietà e della non irragionevolezza della scelta del legislatore», v. la citata sentenza n. 288/2008. - Sul trasferimento di tutela dal giudice comune al giudice delle leggi, nel caso di legge-provvedimento, v. le citate sentenze nn. 85/2013 e 20/2012. - In tema di interferenza del potere legislativo con la funzione giurisdizionale, v. la citata sentenza n. 85/2013.
Per questi motivi
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2 della legge della Regione Molise 21 luglio 2010, n. 14 (Iniziative finalizzate alla razionalizzazione della spesa regionale), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, primo comma, 111, secondo comma, 113, secondo comma, e 117, settimo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Campobasso, in funzione di giudice del lavoro, con l'ordinanza indicata in epigrafe.
Cosí deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 settembre 2014.
F.to:
Giuseppe TESAURO, Presidente
Sergio MATTARELLA, Redattore
Gabriella Paola MELATTI, Cancelliere
Depositata in Cancelleria il 10 ottobre 2014.
Il Direttore della Cancelleria
F.to: Gabriella Paola MELATTI
Testo integrale
Per le sentenze della Corte costituzionale anteriori al 2025 LexTools pubblica massime, norme e dispositivo. Il testo integrale è sul sito della Corte costituzionale.
Testo e massime: Corte costituzionale, dati.cortecostituzionale.it, licenza CC BY-SA 3.0 IT (creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/it/). Impaginato da LexTools; il testo riprodotto resta sotto la stessa licenza. Fonti e licenze