Corte costituzionale

Ordinanza n. 187/1998

Corte cost., ord. 26 maggio 1998, n. 187

Dati del provvedimento

Organo
Corte costituzionale
Provvedimento
Ordinanza
Numero
187/1998
Data di deposito
26 maggio 1998
Data di decisione
20 maggio 1998
Esito
Manifesta inammissibilità
Tipo di giudizio
GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Relatore
Riccardo Chieppa
Presidente
GRANATA
ECLI
ECLI:IT:COST:1998:187

Norme oggetto del giudizio

  • art. 18, comma 9, legge n. 47 del 28 febbraio 1985
  • art. 19, legge n. 47 del 28 febbraio 1985
  • art. 18, comma 7, legge n. 47 del 28 febbraio 1985
  • art. 18, comma 8, legge n. 47 del 28 febbraio 1985

Parametri

Massime

Massima n. 23937

Sono manifestamente inammissibili le questioni di legittimita' costituzionale degli artt. 18, commi 7, 8 e 9, e 19 l. 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell'attivita' urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie) e 445 cod. proc. pen. - nella parte in cui dette norme non prevedono con adeguata precisione (trattandosi di norme con piena incidenza penalistica diretta e indiretta) ne' le caratteristiche dei provvedimenti adottati in via amministrativa dal sindaco, di acquisizione al patrimonio del Comune delle aree lottizzate e di demolizione delle opere; ne' quelle della confisca da disporsi dal giudice penale, in relazione anche all'art. 240, comma 2, n. 2 cod. pen.; ne', infine, quelle della sentenza definitiva del giudice penale che accerta che vi e' stata lottizzazione, specie nell'ipotesi di eventuale applicazione della pena su richiesta delle parti ex art. 445 cod. proc. pen. - sollevate con riferimento agli artt. 3, 9, 24, 101, comma secondo, e 102 Cost., in quanto - posto che il giudice rimettente deve delibare la rilevanza e la non manifesta infondatezza della questione di costituzionalita' delle norme sulla base della interpretazione che egli e' tenuto a dare delle stesse, specie in assenza di un diritto vivente, in modo da verificare se le eventuali lacune dell'ordinamento possano essere colmate secondo i vari criteri ermeneutici previsti dalle norme vigenti, e privilegiando l'interpretazione conforme a costituzione; e che debbono ritenersi manifestamente inammissibili le questioni di legittimita' costituzionale sollevate in maniera perplessa o ancipite, tali dovendosi ritenere quelle nelle quali sono configurate due possibili interpretazioni, con diversi esiti correttivi - il giudice 'a quo' si e' limitato a ricostruire le diverse posizioni della giurisprudenza e della dottrina in ordine alle problematiche sollevate, prospettando la semplice eventualita' che dalle incertezza interpretative, cui darebbe luogo la formulazione delle norme impugnate, possa derivare la illegittimita' costituzionale delle stesse; ed in quanto le ordinanze di rimessione non contengono una adeguata motivazione in ordine alla non manifesta infondatezza delle questioni sollevate con riferimento ai parametri invocati. - S. n. 350/1997; O. nn. 101/1996, 39/1998. red.: S. Di Palma

Per questi motivi

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

Riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 18, settimo, ottavo e nono comma, e 19 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie), e 445 del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 9, 24, 101, secondo comma, e 102 della Costituzione, dal pretore di Lecce - sez. distaccata di Gallipoli, con le ordinanze indicate in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 maggio 1998.

Il Presidente: Granata

Il redattore: Chieppa

Il cancelliere: Di Paola

Depositata in cancelleria il 26 maggio 1998.

Il direttore della cancelleria: Di Paola

Testo integrale

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