Codice di Procedura Civile italiano: 1056 articoli aggiornati al 5 marzo 2026

Il testo coordinato del Codice di Procedura Civile (R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443), con tutti gli aggiornamenti normativi, compresi quelli introdotti dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022). Consulta ogni articolo in modo rapido e accedi ai calcolatori di termini processuali direttamente collegati alle disposizioni più rilevanti.

Cos'è il Codice di Procedura Civile

Il Codice di Procedura Civile (c.p.c.) è la fonte normativa fondamentale che disciplina le regole con cui si svolgono i processi civili davanti ai giudici ordinari italiani. Emanato con Regio Decreto 28 ottobre 1940, n. 1443, è entrato in vigore il 21 aprile 1942 e ha subito nel tempo numerose modifiche, alcune delle quali radicali, per adeguarsi alle esigenze di un sistema giudiziario moderno.

Il codice regola l'intero iter del procedimento civile: dalla proposizione della domanda giudiziale alla decisione del giudice, passando per la fase istruttoria, l'assunzione delle prove, le impugnazioni e l'esecuzione forzata. In sintesi, risponde alla domanda: come si fa valere un diritto soggettivo davanti a un tribunale civile?

Sul piano strutturale, il codice si articola in quattro Libri principali. Il Libro I contiene le disposizioni generali sul processo, sugli organi giudiziari, sulle parti e sui difensori, sui termini processuali e sulle notificazioni. Il Libro II disciplina il processo di cognizione, cioè il processo ordinario con cui il giudice accerta l'esistenza di un diritto e pronuncia sentenza. Il Libro III regolamenta il processo di esecuzione forzata, con cui il creditore ottiene coattivamente il soddisfacimento del proprio diritto. Il Libro IV, infine, è dedicato ai procedimenti speciali, tra cui i procedimenti cautelari, i procedimenti sommari e il procedimento per ingiunzione.

L'ambito di applicazione è vastissimo: controversie contrattuali, responsabilità civile, diritto di famiglia, proprietà, locazioni, lavoro (rinviando in parte al rito speciale), nonché le procedure esecutive mobiliari e immobiliari. Chiunque si trovi coinvolto in una lite civile, come privato, imprenditore o avvocato, deve confrontarsi quotidianamente con le norme del c.p.c. Il testo qui presente è tratto da Normattiva (dati aperti, licenza CC BY 4.0) e rispecchia lo stato della normativa alla data del 5 marzo 2026.

Come consultare il codice

Il codice è navigabile in modo gerarchico, seguendo la struttura Libro → Titolo → Capo → Sezione → Articolo. Se conosci già il numero dell'articolo che ti interessa, puoi raggiungerlo direttamente tramite la funzione di ricerca per numero. Ogni articolo è corredato della rubrica ufficiale e, ove disponibile, di note di aggiornamento che indicano le modifiche apportate dalle riforme successive.

Per la versione ufficiale vigente e consolidata, il riferimento istituzionale è Normattiva (www.normattiva.it), il portale della legislazione italiana gestito dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dove è possibile consultare il testo vigente alla data odierna con tutte le variazioni nel tempo (funzione «multivigenza»). Il testo presente in queste pagine è tratto dalla stessa banca dati Normattiva ed è uno strumento di consultazione pratica, utile per studio e ricerca; i testi Normattiva non hanno però carattere di ufficialità, poiché l'unico testo ufficiale è quello pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Riforme e aggiornamenti recenti

Il Codice di Procedura Civile ha subito una revisione organica e profonda con il D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, noto come Riforma Cartabia dal nome della Ministra della Giustizia Marta Cartabia che ne fu promotrice. Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 28 febbraio 2023 per i procedimenti instaurati da tale data in poi, con alcune eccezioni che hanno richiesto una specifica verifica del regime transitorio.

Tra le novità più rilevanti per la fase introduttiva e istruttoria del processo ordinario spicca il nuovo sistema delle memorie pre-udienza disciplinato dall'art. 171-ter c.p.c. Le parti, prima della prima udienza ex art. 183, devono depositare in sequenza tre memorie scritte: la prima per modificare domande ed eccezioni già proposte, la seconda per replicare e per indicare mezzi di prova, la terza per le sole indicazioni di prova contraria. Questo meccanismo sostituisce le «memorie istruttorie» ex art. 183, co. 6, c.p.c. nel testo previgente, con tempistiche e contenuti sensibilmente diversi che impongono la massima attenzione nella gestione delle scadenze.

Di rilievo è anche l'introduzione del procedimento semplificato di cognizione (artt. 281-decies e seguenti c.p.c.), che ha sostituito il procedimento sommario di cognizione ex art. 702-bis c.p.c. e si applica alle controversie non connotate da particolare complessità istruttoria, consentendo una trattazione più agile e una definizione più rapida della causa.

La Riforma Cartabia ha inoltre inciso significativamente sulla disciplina della mediazione obbligatoria, ampliando le materie per cui il tentativo di mediazione costituisce condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Sono stati inoltre riformati i riti in materia di famiglia e le procedure esecutive, con l'obiettivo dichiarato di ridurre i tempi medi dei procedimenti civili e allineare il sistema italiano agli standard europei di efficienza giudiziaria.

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Domande frequenti

Quando è stato emanato il Codice di Procedura Civile?

Il Codice di Procedura Civile è stato emanato con Regio Decreto 28 ottobre 1940, n. 1443, ed è entrato in vigore il 21 aprile 1942. Da allora ha subito numerose modifiche legislative, l'ultima delle quali di portata sistematica è stata la Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022), in vigore per i nuovi procedimenti dal 28 febbraio 2023.

Quanti articoli ha il Codice di Procedura Civile?

Il testo coordinato qui consultabile conta 1056 articoli, aggiornati al 5 marzo 2026, secondo la banca dati Normattiva. Il numero effettivo di disposizioni è superiore, poiché nel tempo sono stati inseriti numerosi articoli bis, ter, quater e così via, che si affiancano alla numerazione originaria senza modificarla formalmente.

Dove trovare la versione ufficiale vigente del Codice di Procedura Civile?

La versione ufficiale vigente è consultabile su Normattiva (www.normattiva.it), il portale della legislazione italiana gestito dalla Camera dei Deputati. Il sito consente di visualizzare il testo vigente alla data odierna, la multivigenza storica e tutte le note di aggiornamento. Il testo presente in questa pagina è a fini di consultazione pratica e studio.

Qual è la differenza tra termini processuali liberi e termini di calendario?

L'art. 155 c.p.c. stabilisce le regole di computo. I termini «a giorni» si calcolano escludendo il giorno iniziale (dies a quo) e includendo il giorno finale (dies ad quem). Se il termine scade di sabato, domenica o giorno festivo, è prorogato di diritto al primo giorno lavorativo successivo. I termini «a mesi» o «a anni» si computano per intero secondo il calendario comune.

Cosa sono le memorie ex art. 171-ter c.p.c. introdotte dalla Riforma Cartabia?

Sono tre memorie scritte che le parti devono depositare in sequenza prima della prima udienza di trattazione (art. 183 c.p.c.) nei procedimenti instaurati dal 28 febbraio 2023. La prima serve a modificare domande ed eccezioni, la seconda a replicare e indicare prove, la terza per la prova contraria. Hanno sostituito le memorie istruttorie del vecchio art. 183, co. 6, c.p.c.

Entro quando si può fare appello contro una sentenza civile?

Ai sensi degli artt. 325 e 327 c.p.c., il termine breve per proporre appello è di 30 giorni dalla notificazione della sentenza ad opera della controparte. In assenza di notifica, opera il termine lungo di sei mesi dalla pubblicazione (deposito) della sentenza, decorso il quale si decade dal diritto di impugnare.

A cosa serve il procedimento monitorio (decreto ingiuntivo)?

Il procedimento per decreto ingiuntivo (artt. 633 e ss. c.p.c.) consente al creditore di ottenere rapidamente, in via inaudita altera parte, un titolo esecutivo per il pagamento di una somma di denaro o la consegna di cose fungibili, purché il credito sia documentato. Il debitore può opporsi entro 40 giorni dalla notifica del decreto, instaurando il giudizio ordinario di cognizione.

Il Codice di Procedura Civile si applica anche alle cause di lavoro?

Le controversie di lavoro subordinato sono rette dal rito speciale del lavoro (artt. 409 e ss. c.p.c.), che costituisce un sottosistema processuale con proprie regole su termini, memorie e istruttoria. Il Codice di Procedura Civile si applica in via suppletiva per tutto ciò che non è espressamente disciplinato dalle norme speciali sul rito del lavoro.

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