Corte costituzionale

Sentenza n. 133/2005

Corte cost., sent. 6 aprile 2005, n. 133

Dati del provvedimento

Organo
Corte costituzionale
Provvedimento
Sentenza
Numero
133/2005
Data di deposito
6 aprile 2005
Data di decisione
24 marzo 2005
Esito
Conflitto di attribuzione
Tipo di giudizio
GIUDIZIO PER CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE TRA ENTI
Relatore
Paolo Maddalena
Presidente
CONTRI
ECLI
ECLI:IT:COST:2005:133

Norme oggetto del giudizio

  • deliberazione giunta provincia di Trento n. 1527 del 15 giugno 2001
  • prot. n. 93, determinazione dirigente serv. utilizzazione acque pubbliche della prov. Trento del 21 giugno 2001

Parametri

Massime

Massima n. 29302

Non spetta alla Provincia di Trento, in difetto della necessaria previa intesa di cui all’art. 89, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, l’esercizio delle funzioni relative alle concessioni di derivazioni di acqua pubblica che interessino, oltre alla Provincia di Trento, anche la Regione Veneto. Conseguentemente la deliberazione della Giunta della Provincia di Trento 15 giugno 2001, n. 1527 e la determinazione del dirigente del servizio utilizzazione delle acque pubbliche della Provincia di Trento 21 giugno 2001, n. 93 vanno annullate. Infatti, dopo il recepimento della direttiva 96/92/CE avvenuto con il d.lgs. n. 79 del 1999, deve ritenersi conforme ai principi costituzionali l’applicazione, nei casi di Regioni finitime, del suddetto art. 89, comma 2, del d.lgs. n. 112 del 1998, che prevede che le concessioni che interessano il territorio di più Regioni sono rilasciate d’intesa tra le Regioni coinvolte, prevedendosi, in mancanza della stessa, decorso il termine di sei mesi, l’esercizio di poteri sostitutivi da parte dello Stato, poiché essa risponde ad esigenze unitarie ed al principio di leale collaborazione, non potendosi ritenere applicabile una norma (art. 14 del d.P.R. n. 381 del 1974, modificato dal d.lgs. n. 463 del 1999) che attiene ai rapporti tra le due Province della Regione Trentino-Alto Adige.

Per questi motivi

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara che non spetta alla Provincia di Trento, in difetto della necessaria previa intesa di cui all'art. 89, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), l'esercizio delle funzioni relative alle concessioni di derivazioni di acqua pubblica che interessino, oltre alla Provincia di Trento, anche la Regione Veneto, e, conseguentemente, annulla:

a) la deliberazione della Giunta della Provincia di Trento 15 giugno 2001, n. 1527, recante “Indirizzi applicativi delle norme di attuazione dello statuto speciale in materia di impianti afferenti grandi derivazioni a scopo idroelettrico posti a scavalco del territorio della Provincia e di altre Regioni limitrofe”;

b) la determinazione del dirigente del servizio utilizzazione delle acque pubbliche della Provincia di Trento 21 giugno 2001, prot. n. 93, recante “Istanza di data 12 settembre 2000 della Primiero Energia s.p.a. intesa ad ottenere il nulla osta all'acquisizione, per subingresso all'Enel s.p.a., della titolarità della concessione per grande derivazione idroelettrica relativa agli impianti di Val Schener e Moline con derivazione dai torrenti Cismon e Vanoi (Provincia di Trento) e Val Rosna (Provincia di Belluno), ai sensi del combinato disposto dell'art. 20 del testo unico 11 dicembre 1933, n. 1775, dell'art. 1-bis del d.P.R. 26 marzo 1977, n. 235 e dell'art. 14 del d.P.R. 22 marzo 1974, n. 381”.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 marzo 2005.

F.to:

Fernanda CONTRI, Presidente

Paolo MADDALENA, Redattore

Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 6 aprile 2005.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: DI PAOLA

Testo integrale

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