Corte costituzionale
Ordinanza n. 217/1999
Corte cost., ord. 3 giugno 1999, n. 217
Dati del provvedimento
- Organo
- Corte costituzionale
- Provvedimento
- Ordinanza
- Numero
- 217/1999
- Data di deposito
- 3 giugno 1999
- Data di decisione
- 26 maggio 1999
- Esito
- Manifesta infondatezza
- Tipo di giudizio
- GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
- Relatore
- Giuliano Vassalli
- Presidente
- GRANATA
- ECLI
- ECLI:IT:COST:1999:217
Norme oggetto del giudizio
Parametri
Massime
Massima n. 24725
E' manifestamente infondata, con riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., la questione di legittimita' costituzionale dell'art. 459, comma 3, cod. proc. pen., nella parte in cui non prevede che il giudice, se ritiene necessarie ulteriori indagini a seguito della richiesta di decreto penale formulata dopo la scadenza del termine per le indagini preliminari, fissi un termine al p.m. per il compimento delle stesse, in quanto - tenuto conto che il giudice 'a quo' pone a fulcro delle proprie censure la prospettata analogia di situazioni che legherebbe tra loro l'ipotesi di specie a quella delineata dall'art. 409, comma 4, cod. proc. pen., in tema di richiesta di archiviazione non accolta - le situazioni poste a raffronto sono fra loro strutturalmente e funzionalmente eterogenee, considerato che, mentre la prima si iscrive nel panorama degli atti di esercizio della azione penale, la seconda presuppone, al contrario, l'opposta scelta del p.m. di non coltivare alcuna domanda di giudizio; ed in quanto il diritto di difesa e' integralmente salvaguardato in ciascuno dei successivi ed ipotetici sviluppi processuali cui la situazione denunciata puo' dar luogo. - S. n. 88/1991.
Per questi motivi
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 459, comma 3, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal giudice per le indagini preliminari presso la Pretura di Udine con l'ordinanza in epigrafe.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 maggio 1999.
Il Presidente: Granata
Il redattore: Vassalli
Il cancelliere: Di Paola
Depositata in cancelleria il 3 giugno 1999.
Il direttore della cancelleria: Di Paola
Testo integrale
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