Corte costituzionale
Ordinanza n. 207/2019
Corte cost., ord. 25 luglio 2019, n. 207
Dati del provvedimento
- Organo
- Corte costituzionale
- Provvedimento
- Ordinanza
- Numero
- 207/2019
- Data di deposito
- 25 luglio 2019
- Data di decisione
- 23 maggio 2019
- Esito
- Manifesta infondatezza
- Tipo di giudizio
- GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
- Relatore
- Francesco Viganò
- Presidente
- LATTANZI
- ECLI
- ECLI:IT:COST:2019:207
Norme oggetto del giudizio
Parametri
Massime
Massima n. 41549
Non è accolta l'eccezione di inammissibilità - per il carattere ancipite della formulazione del petitum - delle questioni incidentali di legittimità costituzionale dell'art. 712 cod. pen., nella parte in cui non è previsto il massimo edittale ovvero non è prevista l'ammenda non superiore a 516 euro. Il petitum dell'ordinanza di rimessione, pur se formulato in termini apparentemente alternativi, va ragionevolmente inteso come volto a censurare la mancata previsione del massimo edittale in 516 euro di ammenda, dovendo leggersi la congiunzione «ovvero» in senso esplicativo, come sinonimo di "cioè", "ossia".
Massima n. 41550
Sono dichiarate manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Busto Arsizio in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, Cost. - dell'art. 712 cod. pen., nella parte in cui non è previsto il massimo edittale ovvero non è prevista l'ammenda non superiore a 516 euro. La cornice edittale del reato di incauto acquisto di cui alla disposizione censurata non può essere plausibilmente posta a raffronto con quella prevista per il delitto di ricettazione, essendo quest'ultimo delitto sanzionato con la pena cumulativa della reclusione e della ammenda, anche nella ipotesi attenuata del fatto di particolare tenuità, e non già con la previsione alternativa dell'arresto e dell'ammenda. Parimenti, strutturalmente inidonea a fungere nella specie da tertium comparationis risulta la cornice edittale del reato di omessa denuncia di cose provenienti da delitto, poiché, postulando un acquisto in buona fede di denaro o di cose provenienti da delitto, esso è concepito come ipotesi alternativa e meno grave rispetto a quella dell'incauto acquisto, che invece presuppone l'acquisto di cose che appaiano di sospetta provenienza criminosa già al momento dell'acquisto. Inoltre, la cornice edittale prevista per il reato di incauto acquisto consente un'ampia modulazione della pena da irrogare nel caso concreto, al fine di garantirne l'individualizzazione, anche tenendo conto del valore del bene acquistato, assicurando così al giudice la possibilità di irrogare una pena proporzionata al disvalore del fatto, e di consentire il pieno rispetto del principio della finalità rieducativa della pena.
Massima n. 41551
Secondo il costante orientamento della giurisprudenza costituzionale, la determinazione del trattamento sanzionatorio per i fatti previsti come reato è riservata alla discrezionalità del legislatore, entro il limite della non manifesta irragionevolezza delle scelte legislative: limite che è superato allorché le pene comminate appaiano manifestamente sproporzionate rispetto alla gravità del fatto previsto quale reato, come avviene a fronte di sperequazioni sanzionatorie tra fattispecie omogenee non sorrette da alcuna ragionevole giustificazione. ( Precedenti citati: sentenze n. 68 del 2012, n. 161 del 2009 e n. 324 del 2008 ).
Per questi motivi
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 712 del codice penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Busto Arsizio con l'ordinanza indicata in epigrafe.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 maggio 2019.
F.to:
Giorgio LATTANZI, Presidente
Francesco VIGANÒ, Redattore
Filomena PERRONE, Cancelliere
Depositata in Cancelleria il 25 luglio 2019.
Il Cancelliere
F.to: Filomena PERRONE
Testo integrale
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