Corte costituzionale
Ordinanza n. 349/2010
Corte cost., ord. 1° dicembre 2010, n. 349
Dati del provvedimento
- Organo
- Corte costituzionale
- Provvedimento
- Ordinanza
- Numero
- 349/2010
- Data di deposito
- 1° dicembre 2010
- Data di decisione
- 29 novembre 2010
- Esito
- Manifesta infondatezza
- Tipo di giudizio
- GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
- Relatore
- Sabino Cassese
- Presidente
- DE SIERVO
- ECLI
- ECLI:IT:COST:2010:349
Norme oggetto del giudizio
- art. 36, comma 4, ter, decreto-legge n. 248 del 31 dicembre 2007
- legge n. 31 del 28 febbraio 2008
Parametri
- art. 24, Costituzione
- art. 97, Costituzione
- art. 7, comma 2, lett. a), legge n. 212 del 27 luglio 2000
Massime
Massima n. 35147
Sono manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 36, comma 4- ter , del d.l. 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, impugnato, in riferimento agli artt. 24 e 97 Cost., nella parte in cui dispone che la nullità delle cartelle di pagamento, per omessa indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di notificazione della stessa cartella, operi solo relativamente ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal 1° giugno 2008 e che la mancata indicazione dei responsabili dei procedimenti nelle cartelle di pagamento relative a ruoli consegnati prima di tale data non è causa di nullità delle stesse. Identiche questioni sono state, infatti, già dichiarate non fondate e, successivamente, manifestamente infondate con la sentenza n. 58 del 2009 e con le ordinanze n. 13 del 2010, n. 291 e n. 221 del 2009. La norma de qua - disponendo per il futuro e comminando, per le cartelle prive dell'indicazione del responsabile del procedimento, la sanzione della nullità, la quale non era invece prevista in base al diritto anteriore - non viola l'art. 24 Cost., perché non incide sulla posizione di chi abbia ricevuto una cartella di pagamento prima del termine da essa indicato, né contrasta con l'art. 97 Cost., che non impone un particolare regime di invalidità per gli atti privi dell'indicazione del responsabile del procedimento, né, infine, può ritenersi illegittima in quanto confliggente con le previsioni della legge n. 212 del 2000, le quali non hanno rango costituzionale, neppure come norme interposte. Per la non fondatezza e la manifesta infondatezza di identiche questioni, v. le seguenti citate decisioni: sentenza n. 58/2009, ordinanze n. 13/2010, n. 291/2009 e n. 221/2009.
Per questi motivi
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
riuniti i giudizi,
dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 36, comma 4-ter, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, sollevate, con riferimento agli art. 24 e 97 della Costituzione, dal Giudice di pace di Giarre con le ordinanze in epigrafe.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 29 novembre 2010.
F.to:
Ugo DE SIERVO, Presidente
Sabino CASSESE, Redattore
Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere
Depositata in Cancelleria l'1 dicembre 2010.
Il Direttore della Cancelleria
F.to: DI PAOLA
Testo integrale
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