Corte costituzionale

Ordinanza n. 366/2008

Corte cost., ord. 7 novembre 2008, n. 366

Dati del provvedimento

Organo
Corte costituzionale
Provvedimento
Ordinanza
Numero
366/2008
Data di deposito
7 novembre 2008
Data di decisione
3 novembre 2008
Esito
Inammissibilità
Tipo di giudizio
GIUDIZIO SULL'AMMISSIBILITÀ DI RICORSO PER CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE TRA POTERI DELLO STATO
Relatore
Paolo Maria Napolitano
Presidente
FLICK
ECLI
ECLI:IT:COST:2008:366

Parametri

Massime

Massima n. 32908

E' inammissibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pistoia nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri in relazione al decreto del Ministro di grazia e giustizia del 10 luglio 1971, con il quale la competenza a legalizzare le firme sugli atti e documenti formati nello Stato e da valere all'estero davanti ad Autorità estere, attribuita al Ministero di grazia e giustizia dall'art. 17, primo comma, della legge 4 gennaio 1968, n. 15, modificato dall'art. 4, primo comma, della legge 11 maggio 1971, n. 390, è delegata ai Procuratori della Repubblica presso i Tribunali nella cui giurisdizione territoriale gli atti medesimi sono formati, e alla circolare dello stesso Ministro n. 1/1-36(65) 705 del 6 febbraio 1978 - avente ad oggetto la Convenzione riguardante l'abolizione della legalizzazione degli atti pubblici stranieri, adottata a l'Aja il 5 ottobre 1961, ratificata con legge 20 dicembre 1966, n. 1253 - con cui è stata attribuita alle Procure della Repubblica la competenza a deliberare le apostille. Difettano, invero, nel caso di specie, sia il requisito soggettivo di un conflitto tra poteri dello Stato, essendo la Procura della Repubblica ricorrente manifestamente priva di legittimazione attiva, in quanto né l'attività di legalizzazione, né quella di apposizione delle apostille, delegate alle Procure della Repubblica, possono essere riconnesse all'esercizio della funzione giurisdizionale, trattandosi di funzioni meramente amministrative; sia il requisito oggettivo, in quanto la controversia relativa all'annullamento di atti che non riguardano il potere di giudicare - quali quelli relativi alle attività che l'allora Ministero di grazia e giustizia ha delegato alle Procure della Repubblica con il decreto ministeriale del 10 luglio 1971 e la circolare ministeriale n. 1/1 - 36(65) del 6 febbraio 1978 - trova la sua disciplina in norme di carattere organizzativo e ordinamentale, e, non toccando la delimitazione della sfera di attribuzioni determinate da norme costituzionali, non attinge al livello del conflitto tra poteri dello Stato, la cui risoluzione spetta alla Corte costituzionale. - Sulla legittimazione degli organi giudiziari ad essere parti di un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, v., citate, ordinanze n. 338 del 2007; n. 340 e n. 244 del 1999; n. 87 del 1978. - Sulla inammissibilità di conflitti che non toccano la sfera delle attribuzioni determinate da norme costituzionali, v., citata, ordinanza n. 90 del 1996.

Per questi motivi

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara inammissibile, ai sensi dell'art. 37 della legge 11 marzo 1953, n. 87, il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pistoia nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso indicato in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 novembre 2008.

F.to:

Giovanni Maria FLICK, Presidente

Paolo Maria NAPOLITANO, Redattore

Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 7 novembre 2008.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: DI PAOLA

Testo integrale

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