Corte costituzionale

Sentenza n. 174/1998

Corte cost., sent. 20 maggio 1998, n. 174

Dati del provvedimento

Organo
Corte costituzionale
Provvedimento
Sentenza
Numero
174/1998
Data di deposito
20 maggio 1998
Data di decisione
8 maggio 1998
Esito
Non fondatezza
Tipo di giudizio
GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Relatore
Valerio Onida
Presidente
GRANATA
ECLI
ECLI:IT:COST:1998:174

Norme oggetto del giudizio

  • legge n. 577 del 14 novembre 1996
  • art. 1, decreto-legge n. 473 del 13 settembre 1996
  • art. 3, comma 240, legge n. 549 del 28 dicembre 1995
  • art. 1, comma 3, decreto-legge n. 473 del 13 settembre 1996

Parametri

Massime

Massima n. 23914

Non e' fondata, con riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., la questione di legittimita' costituzionale dell'art. 1 d.l. 13 settembre 1996, n. 473 (Disposizioni urgenti in materia di trasparenza delle tariffe elettriche), conv., con modif., nella l. 14 novembre 1996, n. 577, nella parte in cui dispone che "gli effetti delle disposizioni di cui ai capitoli I e II del provvedimento C.I.P. n. 32 del 23 maggio 1986 cessano a decorrere dal 30 giugno 1996", in quanto - posto che il predetto provvedimento opera sulle tariffe elettriche, espressione della potesta' tariffaria allora spettante al CIP, e non assume dunque alcun carattere tributario, costituendo la tariffa, bensi', un prezzo pubblico imposto in base alla legge, soggetto ai vincoli dell'art. 23 Cost., ma non un'imposta, cui si applichino i precetti dell'art. 53 Cost., che valgono solo per la materia propriamente tributaria - la disposizione impugnata non impone retroattivamente una prestazione di natura tributaria, bensi' costituisce espressione del potere tariffario gia' oggetto della disciplina di cui all'art. 17 l. n. 41 del 1986, ed e' diretta a risolvere, anche in via sostanzialmente interpretativa, la situazione di incertezza circa la durata nel tempo della misura tariffaria adottata nel 1986, eliminando la necessita' dell'accertamento amministrativo gia' demandato al CIPE, e sancendo direttamente (con una scelta volta, come si esprime la premessa del decreto legge, ad assicurare "la trasparenza dei meccanismi tariffari e la tutela degli utenti, senza alterare gli equilibri finanziari del bilancio statale e delle societa' operanti nel settore") la cessazione degli effetti del provvedimento CIP n. 32 del 1986 a decorrere dal 30 giugno 1986. - S. nn. 72/1969, 173/1994, 311/1995, 521/1995. red.: S. Di Palma

Massima n. 23915

E' inammissibile, per difetto di rilevanza, la questione di legittimita' costituzionale dell'art. 3, comma 240, l. 28 dicembre 1995, n. 459 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), sollevata con riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., in quanto la disposizione impugnata e' stata abrogata dall'art. 1, comma 3, d.l. 13 settembre 1996, n. 473, conv., con modif., nella l. 14 novembre 1996, n. 577, in termini tali da escluderne l'efficacia anche per il tempo anteriore alla data dell'effetto abrogativo e da precluderne qualsiasi effetto qualificatorio sui rapporti dedotti nel giudizio 'a quo'. red.: S. Di Palma

Per questi motivi

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 del decreto legge 13 settembre 1996, n. 473 (Disposizioni urgenti in materia di trasparenza delle tariffe elettriche), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 novembre 1996, n. 577, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 53 della Costituzione, dal giudice di pace di Carpi con l'ordinanza indicata in epigrafe;

Dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 240, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 53 della Costituzione, dal giudice di pace di Carpi con l'ordinanza indicata in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 maggio 1998.

Il Presidente: Granata

Il redattore: Onida

Il cancelliere: Di Paola

Depositata in cancelleria il 20 maggio 1998.

Il direttore della cancelleria: Di Paola

Testo integrale

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