Corte costituzionale
Sentenza n. 533/1995
Corte cost., sent. 29 dicembre 1995, n. 533
Dati del provvedimento
- Organo
- Corte costituzionale
- Provvedimento
- Sentenza
- Numero
- 533/1995
- Data di deposito
- 29 dicembre 1995
- Data di decisione
- 15 dicembre 1995
- Esito
- Non fondatezza
- Tipo di giudizio
- GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
- Relatore
- Massimo Vari
- Presidente
- FERRI
- ECLI
- ECLI:IT:COST:1995:533
Norme oggetto del giudizio
- art. 1, comma 2, legge n. 75 del 24 marzo 1993
Parametri
Massime
Massima n. 22066
Poiche' il precetto contenuto nell'art. 53 Cost. costituisce uno specifico sviluppo del principio di eguaglianza, nella denuncia di un diverso trattamento di capacita' contributive "pari" e' pertinente il richiamo all'art. 53 Cost. red.: A. Greco
Massima n. 22067
E' infondata la questione di legittimita' costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., dell'art. 1, comma secondo, della l. 24 marzo 1993, n. 75, nella parte in cui fa salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base di una disposizione (l'art. 3, comma primo, lett. a)) contenuta in alcuni decreti legge non convertiti - dd.ll. 28 febbraio 1992, n. 174, 27 aprile 1992, n. 269, 25 giugno 1992, n. 319 -, che estendeva alle aree classificate nella zona F del d.m. 2 aprile 1968 la tassabilita' delle plusvalenze conseguite nell'ambito o in occasione di procedure espropriative. Infatti, la ragione giustificatrice dell'assoggettamento ad una medesima uniforme disciplina di tassazione delle plusvalenze - 'ex' art. 11, comma quinto, e comma primo, lett. f), della l. 30 dicembre 1991, n. 413 - tanto del trasferimento coattivo dei terreni rientranti nelle aree urbane classificabili, secondo gli strumenti urbanistici, quali zone omogenee di tipo A, B, C e D, quanto della cessione negoziale di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria, ragione consistente nell'essere divenuta la indennita' di esproprio dei terreni localizzati in zone urbane un serio ristoro del bene espropriato, da commisurare pertanto ai valori di edificabilita' che i terreni avrebbero avuto se non fossero stati vincolati ed espropriati, costituisce la 'ratio' anche della disposizione denunciata, in quanto anche i terreni compresi nella zona F per essere destinati ad insediamenti di interesse generale possono conseguire, per obiettiva collocazione nell'ambito delle zone urbane, l'indennizzo proprio dei terreni dotati di suscettibilita' edificatoria. Non e' dunque ravvisabile disparita' di trattamento, perche' nella previsione invocata a 'tertium comparationis' - che riferisce la tassazione delle plusvalenze alle "cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria" - possono rientrare anche le cessioni negoziali di aree destinate ad opere pubbliche o ad infrastrutture urbanistiche all'interno della zona omogenea di tipo F. red.: A. Greco
Per questi motivi
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 2, della legge 24 marzo 1993, n. 75 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, recante disposizioni in materia di imposte sui redditi, sui trasferimenti di immobili di civile abitazione, di termini per la definizione agevolata delle situazioni e pendenze tributarie, per la soppressione della ritenuta sugli interessi, premi ed altri frutti derivanti da depositi e conti correnti interbancari, nonché altre disposizioni tributarie), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 53 della Costituzione, dalla Commissione tributaria di primo grado di Cremona, con l'ordinanza in epigrafe.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 15 dicembre 1995 Il Presidente: Ferri Il redattore: Vari Il cancelliere: Di Paola
Depositata in cancelleria il 29 dicembre 1995. Il direttore di cancelleria: Di Paola
Testo integrale
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