Corte costituzionale

Sentenza n. 53/1986

Corte cost., sent. 24 marzo 1986, n. 53

Dati del provvedimento

Organo
Corte costituzionale
Provvedimento
Sentenza
Numero
53/1986
Data di deposito
24 marzo 1986
Data di decisione
18 marzo 1986
Esito
Non fondatezza
Tipo di giudizio
GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Relatore
Ettore Gallo
Presidente
PALADIN
ECLI
ECLI:IT:COST:1986:53

Norme oggetto del giudizio

Parametri

Massime

Massima n. 11841

La sospensione, per protesta, dell'attivita' aziendale da parte del datore di lavoro con soltanto uno o due dipendenti - che l'art. 505 cod. pen. incrimina come serrata - non puo' assimilarsi all'ipotesi in cui la sospensione dell'attivita' aziendale - secondo la Corte, dovendosi considerare "sciopero", illegittimamente punita nell'art. 506 cod. pen. - da parte di chi, non avendo persone alle proprie dipendenze, gestisce personalmente l'azienda. E poiche' la scarsa rilevanza del fatto (per l'accertato minimo numero dei dipendenti) trova bensi' definizione, nell'ambito penale, merce' le valutazioni sulla gravita' del reato agli effetti della misura della pena, la disparita' di trattamento, prospettata in proposito, tra piccoli imprenditori appartenenti alla medesima categoria professionale, non puo' dirsi ingiustificata. (Infondatezza - in riferimento all'art. 3 Cost. - della questione di legittimita' costituzionale dell'art. 505 cod. pen., in quanto incrimina come serrata la sospensione dell'attivita' aziendale pur se effettuata - in adesione a sciopero di protesta indetto dalla categoria di appartenenza, prevalentemente costituita da piccoli imprenditori senza dipendenti - da parte di chi abbia uno o due dipendenti soltanto.) - S. n. 222/1975.

Massima n. 11872

La incriminazione, come serrata, nell'art. 505 cod. pen., della sospensione dell'attivita' aziendale, pur se effettuata in adesione a sciopero di protesta indetto da piccoli imprenditori senza dipendenti - da parte di chi abbia uno o due dipendenti soltanto, non comporta violazione della liberta' di iniziativa economica - giacche' questa non puo' svolgersi in contrasto con l'utilita' sociale, e fra le legittime misure protettive del benessere sociale la Corte ha gia' indicato la disciplina dei prezzi delle merci a largo consumo: disciplina cui la protesta, nel caso, si riferiva. Peraltro nell'ordinanza di rinvio non vengono in discussione ne' l'istituto della serrata come tale, ne' la problematica della sua rilevanza penale in relazione ai principi generali di liberta'. (Infondatezza - in riferimento all'art. 41 Cost. - della questione di legittimita' costituzionale dell'art. 505 cod. pen., in parte qua.) - S. n. 47/1958.

Per questi motivi

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 505 cod. pen., sollevata dal Pretore di Pistoia, con ordinanza 22 marzo 1978, in riferimento agli artt. 3 e 41 Cost..

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 18 marzo 1986.

F.to: LIVIO PALADIN - ANTONIO LA

PERGOLA - VIRGILIO ANDRIOLI -

GIUSEPPE FERRARI - FRANCESCO SAJA -

GIOVANNI CONSO - ETTORE GALLO - ALDO

CORASANITI - GIUSEPPE BORZELLINO -

FRANCESCO GRECO - RENATO DELL'ANDRO -

GABRIELE PESCATORE.

GIOVANNI VITALE - Cancelliere

Testo integrale

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