Corte costituzionale
Sentenza n. 27/1976
Corte cost., sent. 19 febbraio 1976, n. 27
Dati del provvedimento
- Organo
- Corte costituzionale
- Provvedimento
- Sentenza
- Numero
- 27/1976
- Data di deposito
- 19 febbraio 1976
- Data di decisione
- 12 febbraio 1976
- Esito
- Non fondatezza
- Tipo di giudizio
- GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
- Relatore
- Leonetto Amadei
- Presidente
- OGGIONI
- ECLI
- ECLI:IT:COST:1976:27
Norme oggetto del giudizio
- art. 17, lett.b, legge n. 339 del 2 aprile 1958
- art. 1, legge n. 339 del 2 aprile 1958
Parametri
Massime
Massima n. 8179
Gli artt. 1 e 17, lett. b, della legge 2 aprile 1958, n. 339, nel determinare una diversita' di trattamento, ai fini della liquidazione della indennita' di anzianita', tra i lavoratori domestici che abbiano prestato la loro opera per almeno quattro ore giornaliere presso lo stesso datore di lavoro, e i lavoratori domestici che abbiano prestato la stessa attivita' lavorativa giornaliera presso piu' datori di lavoro, ma inferiore per ogni singolo alle quattro ore, non contrastano con gli artt. 3, primo comma, e 36, primo comma, Cost., non potendo considerarsi illogica o irragionevole la scelta del legislatore di tenere conto, ai fini della disciplina dei vari aspetti del rapporto, della qualita' ed entita' della prestazione in concreto, senza peraltro escludere il diritto del lavoratore, che abbia prestato la sua opera per meno di quattro ore giornaliere, ad ottenere l'indennita' di anzianita'. Ne' l'incostituzionalita' puo' ravvisarsi nel non consentire, la disciplina in esame, il cumulo delle prestazioni presso datori di lavoro diversi, ai fini della liquidazione dell'indennita' di anzianita', poiche' in tale ipotesi ogni datore verrebbe gravato delle conseguenze dell'opera prestata dal dipendente anche a favore di altro datore pur non essendo la pluralita' di rapporti in alcun modo connessa. Quanto alla pretesa violazione dell'art. 36 Cost., va rilevato che tale norma si riferisce al rapporto di scambio tra singolo datore e prestatore: nessun condizionamento puo' discendere a carico del datore per il fatto che il medesimo lavoratore sia occupato in altro rapporto di prestazione d'opera.
Massima n. 8180
Il rapporto di lavoro domestico presenta delle caratteristiche particolari che lo distinguono, differenziandolo dagli altri rapporti di lavoro, e che ben possono legittimare una diversa disciplina. - v. Sent. n. 27 del 1974.
Massima n. 8181
L'esigenza di una retribuzione proporzionata alla qualita' del lavoro prestato, ex art. 36 Cost., si ricollega al rapporto di scambio tra singolo prestatore d'opera e datore di lavoro. Da cio' consegue che ogni datore di lavoro rimane legato, in tema di corresponsione di adeguate retribuzioni, contestuali o differite, qual'e' la liquidazione della indennita' di anzianita', agli obblighi giuridici che discendono dal rapporto di lavoro che lo vincola al lavoratore, e non puo' assumere ulteriori obblighi per il fatto che il medesimo lavoratore sia occupato in altro rapporto di prestazione d'opera.
Per questi motivi
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 17, lett. b, della legge 2 aprile 1958, n. 339, per la tutela del lavoro domestico, sollevata in riferimento agli artt. 3, primo comma, e 36, primo comma, della Costituzione, dal pretore di La Spezia, con l'ordinanza in epigrafe.
Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 febbraio 1976.
F.to: LUIGI OGGIONI - ANGELO DE MARCO
- ERCOLE ROCCHETTI - ENZO CAPALOZZA -
VINCENZO MICHELE TRIMARCHI - VEZIO
CRISAFULLI - NICOLA REALE - PAOLO
ROSSI - LEONETTO AMADEI - GIULIO
GIONFRIDA - EDOARDO VOLTERRA - GUIDO
ASTUTI MICHELE ROSSANO - ANTONINO DE
STEFANO.
ARDUINO SALUSTRI - Cancelliere
Testo integrale
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