Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.
Spiegazione
Ogni lavoratore ha diritto a uno stipendio adeguato sia al lavoro svolto sia alle proprie necessità di vita: non basta pagare qualcosa, occorre che la paga consenta al lavoratore e alla sua famiglia di vivere in modo dignitoso. La legge ordinaria stabilisce quante ore al massimo si può lavorare in un giorno. Ogni settimana spetta almeno un giorno di riposo e, nel corso dell'anno, un periodo di ferie pagato: questi diritti non si possono cedere né rifiutare, neppure se il lavoratore lo volesse spontaneamente.
Perché esiste questa norma
La norma tutela la dignità del lavoratore subordinato, storicamente parte debole del rapporto di lavoro, impedendo che la libertà contrattuale si traduca in sfruttamento economico. Il legislatore costituente intese garantire non solo la sopravvivenza materiale, ma un livello di vita capace di consentire la partecipazione alla vita sociale e familiare. L'irrinunciabilità dei diritti al riposo sottrae questi istituti alla pressione contrattuale del datore di lavoro.
Domande frequenti
Il datore di lavoro può fissare liberamente il mio stipendio?
No. La retribuzione deve essere proporzionata al lavoro svolto e comunque sufficiente per una vita dignitosa. I contratti collettivi di categoria sono lo strumento principale per concretizzare questo diritto, ma il giudice può intervenire se la paga risulta inadeguata.
Esiste un limite alle ore che posso essere obbligato a lavorare ogni giorno?
Sì, ma la Costituzione rimanda alla legge ordinaria per fissare la soglia concreta. I dettagli — orario normale, straordinario massimo, deroghe — sono definiti dalla normativa di settore e dai contratti collettivi applicabili al rapporto di lavoro.
Posso rinunciare alle ferie e farmi pagare quei giorni invece di fruirne?
No. Il diritto alle ferie annuali retribuite è espressamente irrinunciabile. Anche se fosse il lavoratore a proporlo, la rinuncia sarebbe invalida e il datore resterebbe obbligato a consentire l'effettivo godimento del riposo.
Un lavoratore part-time ha gli stessi diritti di chi lavora a tempo pieno?
Sì, i principi costituzionali si applicano a tutti i lavoratori. La retribuzione sarà proporzionata all'orario ridotto, ma deve rispettare il criterio di sufficienza; ferie e riposo settimanale spettano in proporzione all'orario concordato.
Questi diritti valgono anche per chi lavora con contratti di collaborazione o autonomi?
L'applicazione dipende dalla qualificazione del rapporto. Per i lavoratori autonomi puri queste tutele non operano direttamente; per i rapporti di collaborazione la questione è più articolata e rimessa alla legge ordinaria, che può estenderne talune garanzie.