Corte costituzionale
Sentenza n. 66/1970
Corte cost., sent. 4 maggio 1970, n. 66
Dati del provvedimento
- Organo
- Corte costituzionale
- Provvedimento
- Sentenza
- Numero
- 66/1970
- Data di deposito
- 4 maggio 1970
- Data di decisione
- 23 aprile 1970
- Esito
- Non fondatezza
- Tipo di giudizio
- GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
- Relatore
- Giuseppe Chiarelli
- Presidente
- BRANCA
- ECLI
- ECLI:IT:COST:1970:66
Norme oggetto del giudizio
- art. 3, decreto del Presidente della Repubblica n. 342 del 18 marzo 1965
Parametri
Massime
Massima n. 4991
Secondo la legge 6 dicembre 1962, n. 1643, l'esonero dal trasferimento per le imprese era limitato al complesso dei mezzi di produzione di energia elettrica, e non comprendeva gli impianti di distribuzione. Le modalita' di trasferimento di questi ultimi rientravano nell'oggetto della legislazione delegata, comprensiva di "tutto quanto attiene ai trasferimenti" delle imprese e dei complessi di beni non sottratti eccezionalmente al passaggio all'E.N.E.L.
Massima n. 4992
La legge 27 giugno 1964, n. 452, non prorogo' la precedente delega legislativa, ma la rinnovo', fissando un nuovo termine per l'emanazione dei decreti legislativi di attuazione della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, "anche con la necessaria integrazione dei decreti presidenziali gia' emanati (......), fermi restando i principi direttivi contenuti" nella detta legge.
Massima n. 4993
L'art. 2, n. 2, della legge del 1964, n. 452, stabili' che l'energia eccedente il fabbisogno prodotta da enti ed imprese diversi dall'E.N.E.L. "puo' essere ritirata solo dall'Ente nazionale" secondo le modalita' da esso stesso stabilite. In tale disposizione trovava conferma il principio secondo cui alle imprese autoproduttrici era consentita soltanto l'attivita' di produzione di energia elettrica, e non gia' l'attivita' di distribuzione a terzi.
Massima n. 4994
L'art. 3 del D.P.R. 18 marzo 1965, n. 342, emanato in base alla delega, regolo' il trasferimento all'E.N.E.L. degli impianti di distribuzione delle imprese. Tale norma, non soltanto trovava la sua giustificazione razionale nel fatto che, in conseguenza dell'art. 2, n. 2, della legge del 1964, n. 452, quegli impianti sarebbero rimasi inutilizzati, ma trovava la sua legittimazione costituzionale nella conformita' alla delega legislativa, in quanto faceva applicazione del ricordato principio e criterio direttivo, comune a entrambe le leggi di delega secondo cui l'esonero dal trasferimento riguardava soltanto l'attivita' di produzione, mentre rientrava nell'oggetto della delega tutto quanto attiene ai trasferimenti dalla legge non esclusi. Restando nei limiti della delega e attuando i suoi principi, l'art. 3 integrava la norma dell'art. 2, n. 2, della legge del 1964, n. 452, di cui era logica conseguenza.
Massima n. 4995
Non e' fondata la questione di legittimita' costituzionale dell'art. 3 del D.P.R. 18 marzo 1965, n. 342 (norme integrative della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, e norme relative al coordinamento e all'esercizio delle attivita' elettriche esercitate da enti ed imprese diversi dall'Ente nazionale per l'energia elettrica), in riferimento agli artt. 76 e 77 della Costituzione.
Per questi motivi
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 del D.P.R. 18 marzo 1965, n. 342 (norme integrative della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, e norme relative al coordinamento e all'esercizio delle attività elettriche esercitate da enti ed imprese diversi dall'Ente nazionale per l'energia elettrica), sollevata dall'ordinanza citata in epigrafe, in riferimento agli artt. 76 e 77 della Costituzione.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 aprile 1970.
GIUSEPPE BRANCA - MICHELE FRAGALI -
COSTANTINO MORTATI - GIUSEPPE
CHIARELLI - GIUSEPPE VERZÌ -
GIOVANNI BATTISTA BENEDETTI -
FRANCESCO PAOLO BONIFACIO - LUIGI
OGGIONI - ANGELO DE MARCO - ERCOLE
ROCCHETTI - ENZO CAPALOZZA - VEZIO
CRISAFULLI - NICOLA REALE - PAOLO -
ROSSI.
Testo integrale
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