Art. 36 — Certificazione tributaria

I revisori contabili iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali e dei consulenti del lavoro che hanno esercitato la professione per almeno cinque anni possono effettuare, ai soli fini fiscali, la certificazione di cui al comma 2 nei riguardi dei contribuenti titolari di redditi d'impresa in regime di contabilità ordinaria, anche per opzione, sempreché hanno tenuto le scritture contabili dei contribuenti stessi nel corso del periodo d'imposta cui si riferisce la certificazione.

La certificazione tributaria può essere rilasciata a condizione che nei confronti del medesimo contribuente siano stati altresì rilasciati il visto di conformità di cui all'articolo 35, comma 1, lettera a), e, qualora siano applicabili le disposizioni concernenti gli studi di settore, l'asseverazione di cui alla lettera b) dello stesso comma 1 dell'articolo 35 e il soggetto incaricato abbia accertato l'esatta applicazione delle norme tributarie sostanziali ed eseguito gli adempimenti, i controlli e le attività indicati annualmente con decreto del Ministro delle finanze.

Per le dichiarazioni relative a periodi di imposta per i quali è stata rilasciata una certificazione tributaria regolare:

a) non sono applicabili le disposizioni di cui agli articoli 39, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 55 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, in materia di accertamenti induttivi;

b) gli accertamenti basati sugli studi di settore di cui all'articolo 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, sono notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui le dichiarazioni sono state presentate;

c) in caso di ricorso contro l'atto di accertamento, le imposte o le maggiori imposte, unitamente ai relativi interessi e alle sanzioni, sono iscritte a ruolo secondo i criteri di cui all'articolo 68, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, ed all'articolo 19 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, concernenti, rispettivamente il pagamento dei tributi e delle sanzioni amministrative tributarie in pendenza di giudizio, dopo la sentenza della commissione tributaria provinciale. Restano, comunque, fermi i criteri indicati nell'articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, se la rettifica riguarda esclusivamente redditi non oggetto della certificazione tributaria.

Testo vigente al 18 giugno 2025. Fonte: Normattiva — Presidenza del Consiglio dei Ministri, dati aperti con licenza CC BY 4.0, riprodotti gratuitamente. I testi della banca dati Normattiva non hanno carattere di ufficialità: l’unico testo ufficiale è quello pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Fonti e licenze →

Spiegazione

La certificazione tributaria è un controllo facoltativo riservato a professionisti con almeno cinque anni di attività, che abbiano tenuto la contabilità del contribuente durante l’anno interessato. Riguarda imprese in contabilità ordinaria e richiede anche il visto di conformità e, quando applicabile, l’asseverazione prevista per gli studi di settore. Se la certificazione è regolare, si applicano alcune garanzie: non si possono usare certi accertamenti induttivi e gli accertamenti basati sugli studi di settore devono essere notificati entro il 31 dicembre del terzo anno successivo alla presentazione della dichiarazione. Se si fa ricorso, il pagamento delle somme segue regole specifiche, di norma dopo la sentenza di primo grado; per rettifiche su redditi non certificati resta una regola distinta.

Perché esiste questa norma

La norma valorizza il controllo preventivo svolto da un professionista che conosce la contabilità dell’impresa e incentiva dichiarazioni verificate. In cambio, riconosce al contribuente certificato garanzie procedurali e tempi definiti per alcuni accertamenti.

Domande frequenti

Qualsiasi professionista può rilasciare la certificazione?

No. Deve appartenere alle categorie professionali indicate, avere esercitato la professione per almeno cinque anni e avere tenuto la contabilità del contribuente nel periodo d’imposta interessato.

La certificazione è disponibile per chi tiene la contabilità semplificata?

No. È prevista per contribuenti titolari di redditi d’impresa in regime di contabilità ordinaria, anche se scelto per opzione.

La certificazione può essere rilasciata da sola?

No. Per lo stesso contribuente devono essere stati rilasciati anche il visto di conformità e, quando applicabili le disposizioni sugli studi di settore, la relativa asseverazione.

Quanto tempo ha l’amministrazione per notificare un accertamento basato sugli studi di settore?

Per una dichiarazione assistita da certificazione regolare, l’accertamento deve essere notificato entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui la dichiarazione è stata presentata.

Se impugno un accertamento, devo pagare subito tutte le somme contestate?

Per le dichiarazioni certificate, imposte, interessi e sanzioni sono iscritte a ruolo secondo le regole indicate dopo la sentenza della commissione tributaria provinciale. Se la rettifica riguarda soltanto redditi non certificati, resta fermo il criterio previsto per quel caso.

Richiamato da

  • Versamenti Unitari e Compensazione (D.Lgs. 241/1997)art. 39