Corte costituzionale
Sentenza n. 228/2018
Corte cost., sent. 6 dicembre 2018, n. 228
Dati del provvedimento
- Organo
- Corte costituzionale
- Provvedimento
- Sentenza
- Numero
- 228/2018
- Data di deposito
- 6 dicembre 2018
- Data di decisione
- 6 novembre 2018
- Esito
- Illegittimità costituzionale
- Tipo di giudizio
- GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA PRINCIPALE
- Relatore
- Giulio Prosperetti
- Presidente
- LATTANZI
- ECLI
- ECLI:IT:COST:2018:228
Norme oggetto del giudizio
- art. 1, legge della Regione Puglia n. 60 del 20 dicembre 2017
- art. 2, legge della Regione Puglia n. 60 del 20 dicembre 2017
- art. 3, legge della Regione Puglia n. 60 del 20 dicembre 2017
- art. 5, legge della Regione Puglia n. 60 del 20 dicembre 2017
- art. 4, legge della Regione Puglia n. 60 del 20 dicembre 2017
- art. 6, legge della Regione Puglia n. 60 del 20 dicembre 2017
- art. 7, legge della Regione Puglia n. 60 del 20 dicembre 2017
- art. 8, legge della Regione Puglia n. 60 del 20 dicembre 2017
Parametri
- art. 117, comma 3, Costituzione
- art. 1, decreto legislativo n. 30 del 2 febbraio 2006
Massime
Massima n. 41015
È dichiarata costituzionalmente illegittima, per violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost, in relazione all'art. 1 del d.lgs. n. 30 del 2006, la legge reg. Puglia 2017, n. 60, in materia di clownterapia. Le norme impugnate dal Governo - gli artt. 1, 2, 3 e 5, che individuano e disciplinano la figura professionale del clown di corsia, definendone il percorso formativo, e prevedono l'istituzione di un apposito registro regionale per i soggetti che svolgono l'attività di clownterapia - non possono ritenersi espressione della competenza regionale in materia di «formazione professionale», in quanto questa si riferisce alle figure professionali definite dal legislatore statale, delle quali la Regione, nell'esercizio della predetta competenza, può regolare i corsi di formazione. La comprensibile esigenza di assicurare che i soggetti che svolgono in via volontaria attività di clownterapia e, nello specifico, di clown di corsia, abbiano competenze adeguate ai delicati ambiti socio-sanitari in cui essa si espleta, può essere soddisfatta attraverso la previsione di appositi corsi di formazione, mentre, qualora si ritenga necessaria l'istituzione di una specifica professione in riferimento all'attività del clown di corsia, riconducibile all'ambito sanitario, la normativa statale già prevede un particolare procedimento, che contempla il coinvolgimento delle stesse Regioni. ( Precedenti citati: sentenze n. 108 del 2012, n. 77 del 2011, n. 132 del 2010, n. 139 del 2009, n. 93 del 2008, n. 459 del 2005, n. 319 del 2005 e n. 353 del 2003 ). La potestà legislativa regionale nella materia concorrente delle "professioni" deve rispettare il principio secondo cui l'individuazione delle figure professionali, con i relativi profili e titoli abilitanti, è riservata, per il suo carattere necessariamente unitario, allo Stato, rientrando nella competenza delle Regioni la disciplina di quegli aspetti che presentano uno specifico collegamento con la realtà regionale; tale principio, al di là della particolare attuazione ad opera dei singoli precetti normativi, si configura quale limite di ordine generale, invalicabile dalla legge regionale, da ciò derivando che non è nei poteri delle Regioni dar vita a nuove figure professionali. ( Precedenti citati: sentenze n. 147 del 2018 e n. 98 del 2013 ). Tra gli indici sintomatici della istituzione di una nuova professione vi è quello della previsione di appositi elenchi, disciplinati dalla Regione, connessi allo svolgimento della attività che la legge regolamenta, giacché l'istituzione di un registro professionale e la previsione delle condizioni per la iscrizione in esso hanno, già di per sé, una funzione individuatrice della professione, preclusa alla competenza regionale, prescindendosi dalla circostanza che tale iscrizione si caratterizzi o meno per essere necessaria ai fini dello svolgimento dell'attività cui l'elenco fa riferimento. ( Precedenti citati: sentenze n. 98 del 2013, n. 217 del 2015, n. 93 del 2008, n. 300 del 2007, n. 57 del 2007 e n. 355 del 2005 ). In materia di professioni, il nucleo della potestà statale si colloca nella fase genetica di individuazione normativa della professione, cosicché la legge definisce i tratti costitutivi peculiari di una particolare attività professionale e le modalità di accesso ad essa, in difetto delle quali ne è precluso l'esercizio. ( Precedenti citati: sentenze n. 108 del 2012, n. 230 del 2011, n. 271 del 2009, n. 300 del 2007 e n. 449 del 2006 ).
Massima n. 41016
La riscontrata illegittimità costituzionale degli artt. 1, 2, 3 e 5 della legge reg. Puglia n. 60 del 2017 - impugnati "in particolare" dal ricorrente, che riguardano il nucleo centrale ed essenziale dell'intervento legislativo regionale - coinvolge l'intera legge, comportandone, perciò, la integrale caducazione, poiché gli artt. 4, 6, 7 e 8 non assumono autonoma rilevanza e significatività, svolgendo funzioni meramente accessorie o, comunque, complementari alla normativa principale. ( Precedenti citati: sentenze n. 81 del 2018, n. 14 del 2017 e n. 201 del 2008 ).
Per questi motivi
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l'illegittimità costituzionale della legge della Regione Puglia 20 dicembre 2017, n. 60 (Disposizioni in materia di clownterapia).
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 novembre 2018.
F.to:
Giorgio LATTANZI, Presidente
Giulio PROSPERETTI, Redattore
Roberto MILANA, Cancelliere
Depositata in Cancelleria il 6 dicembre 2018.
Il Direttore della Cancelleria
F.to: Roberto MILANA
Testo integrale
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