Corte costituzionale

Ordinanza n. 424/1998

Corte cost., ord. 23 dicembre 1998, n. 424

Dati del provvedimento

Organo
Corte costituzionale
Provvedimento
Ordinanza
Numero
424/1998
Data di deposito
23 dicembre 1998
Data di decisione
14 dicembre 1998
Esito
Manifesta infondatezza
Tipo di giudizio
GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Relatore
Guido Neppi Modona
Presidente
GRANATA
ECLI
ECLI:IT:COST:1998:424

Norme oggetto del giudizio

Parametri

Massime

Massima n. 24398

E' manifestamente infondata la questione di legittimita' costituzionale sollevata, in riferimento all'art. 24, comma primo, Cost., nei confronti del combinato disposto degli artt. 318, 322-bis e 325 cod. proc. pen. nella parte in cui, pur riconoscendo la legittimazione del danneggiato, costituitosi parte civile, a chiedere il sequestro conservativo nel processo penale, non prevedono che egli possa proporre impugnazione avverso il provvedimento con il quale la sua istanza venga respinta. La contestata normativa, inserendosi nel quadro del nuovo sistema di rapporti fra azione civile e azione penale ispirato al 'favor separationis', quale corollario del carattere accessorio e subordinato dell'azione civile quando sia esercitata nel processo penale, lascia infatti al danneggiato dal reato la scelta di far valere i propri diritti nella sede propria (e cioe' nel processo civile) oppure nel processo penale, previa valutazione comparativa dei relativi vantaggi (tra cui la natura privilegiata, a norma dell'art. 316, comma 4, cod. proc. pen., dei crediti a garanzia dei quali la parte civile abbia chiesto ed ottenuto il sequestro) e svantaggi, quale e' certo quello lamentato nel caso. E tuttavia, anche quando il danneggiato abbia optato per il processo penale, il provvedimento di rigetto del richiesto sequestro conservativo, anche se non impugnabile in quella sede, non gli impedisce, ne' in caso di revoca della parte civile (art. 82, comma 2, cod. proc. pen.) ne' in caso di sospensione del processo civile (art. 75, comma 3, cod. proc. pen., ma v. anche l'art. 669-quater cod. proc. civ.) di agire, anche in via cautelare, in sede civile. Pertanto - a parte che l'invocato art. 24, comma primo, Cost. non comporta la garanzia generale del doppio grado di giurisdizione, assicurata dall'art. 111 Cost. solo contro le sentenze e i provvedimenti sulla liberta' personale - non sussiste la denunciata violazione del diritto alla tutela giurisdizionale. Ne' in contrario vale far richiamo al disposto dell'art. 322-bis cod. proc. pen. in base al quale il pubblico ministero puo' chiedere il riesame del provvedimento di rigetto della istanza di sequestro preventivo, giacche' la diversita' di disciplina, sul punto, tra i due tipi di sequestro, trova giustificazione negli interessi pubblicistici alla cui tutela e' preordinato il sequestro preventivo, rispetto a quelli di natura solo patrimoniale e civilistica che connotano invece in maniera esclusiva il sequestro conservativo, e per cui neppure al pubblico ministero, quando ne abbia fatto a sua volta richiesta, e' dato di appellarsi contro il rigetto. - Riguardo ai rapporti, nell'attuale sistema, tra azione civile e azione penale e alle peculiarita' dell'esercizio dell'azione civile nel processo penale, v. in particolare, S. nn. 433/1997, 353/1994, 94/1996 e 532/1995. Riguardo alle differenze tra sequestro conservativo e sequestro preventivo, v. O. n. 334/1991. red.: S. Pomodoro

Per questi motivi

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 318, 322-bis e 325 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento all'art. 24, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Milano, con l'ordinanza in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 14 dicembre 1998.

Il Presidente: Granata

Il redattore: Neppi Modona

Il cancelliere: Di Paola

Depositata in cancelleria il 23 dicembre 1998.

Il direttore della cancelleria: Di Paola

Testo integrale

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