Corte costituzionale
Sentenza n. 36/1993
Corte cost., sent. 4 febbraio 1993, n. 36
Dati del provvedimento
- Organo
- Corte costituzionale
- Provvedimento
- Sentenza
- Numero
- 36/1993
- Data di deposito
- 4 febbraio 1993
- Data di decisione
- 16 gennaio 1993
- Esito
- Inammissibilità
- Tipo di giudizio
- GIUDIZIO SULL'AMMISSIBILITÀ DEI REFERENDUM
- Relatore
- Francesco Guizzi
- Presidente
- CASAVOLA
- ECLI
- ECLI:IT:COST:1993:36
Norme oggetto del giudizio
- legge n. 792 del 26 settembre 1966
- regio decreto n. 718 del 9 agosto 1943
- decreto luogotenenziale n. 223 del 23 febbraio 1946
Parametri
Massime
Massima n. 19071
La richiesta di 'referendum' popolare per l'abrogazione del r.d. 9 agosto 1943, n. 718, e della L. 26 settembre 1966, n. 792 - concernenti la denominazione del Ministero dell'industria, commercio e artigianato - nonche' del decreto luogotenenziale 23 febbraio 1946 n. 223 - concernente l'organizzazione dello stesso dicastero - non coinvolge i provvedimenti legislativi, successivi al 1946, con cui e' stato modificato l'originario assetto organizzativo dell'apparato ministeriale, e cio' comporta un'evidente mancanza di chiarezza del quesito e dell'intera operazione referendaria, in quanto l'eventuale abrogazione delle norme sottoposte a 'referendum' sarebbe incoerente con la sopravvivenza di altre disposizioni alle prime strettamente connesse. Pertanto, la suddetta richiesta va dichiarata inammissibile. - S. n. 29/1981.
Per questi motivi
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
Dichiara inammissibile la richiesta di referendum popolare per l'abrogazione:
del regio decreto 9 agosto 1943, n. 718 (Mutamento della denominazione del Ministero delle corporazioni);
del decreto luogotenenziale 23 febbraio 1946, n. 223 (riordinamento dei servizi del Ministero dell'industria e del commercio);
della legge 26 settembre 1966, n. 792 (mutamento della denominazione del Ministero dell'industria e del commercio, degli Uffici provinciali e delle Camere di commercio, industria e agricoltura); richiesta dichiarata legittima, con ordinanza del 15 dicembre 1992, dall'Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte di cassazione.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 gennaio 1993.
Il Presidente: CASAVOLA
Il redattore: GUIZZI
Il cancelliere: DI PAOLA
Depositata in cancelleria il 4 febbraio 1993.
Il direttore della cancelleria: DI PAOLA
Testo integrale
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