È indetto referendum popolare per deliberare la abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum.
Spiegazione
Il referendum abrogativo permette ai cittadini di eliminare, in tutto o in parte, una legge già in vigore. Per avviarlo occorre raccogliere cinquecentomila firme di elettori oppure ottenere il voto favorevole di cinque Consigli regionali. Alcune materie sono però escluse: leggi fiscali e di bilancio, amnistia, indulto e autorizzazioni a ratificare trattati internazionali. Perché l'abrogazione sia valida devono verificarsi due condizioni cumulative: deve votare almeno la metà più uno degli aventi diritto, e tra i voti validi espressi deve prevalere il sì. Le modalità concrete di svolgimento sono disciplinate dalla legge ordinaria di attuazione.
Perché esiste questa norma
Il referendum abrogativo è uno strumento di democrazia diretta che consente ai cittadini di correggere le scelte del Parlamento, bilanciando la rappresentanza politica con la partecipazione popolare diretta. Le materie escluse tutelano ambiti particolarmente sensibili — stabilità finanziaria, relazioni internazionali, politica criminale — sottraendoli a dinamiche plebiscitarie. Il doppio requisito di quorum partecipativo e maggioranza dei voti garantisce che l'abrogazione esprima una volontà popolare effettiva e non meramente minoritaria.
Domande frequenti
Come si avvia concretamente un referendum abrogativo?
Si raccolgono cinquecentomila firme di elettori oppure cinque Consigli regionali deliberano in tal senso. I termini e le modalità pratiche di presentazione della richiesta sono fissati dalla legge ordinaria di attuazione, non direttamente dalla Costituzione.
Cosa succede se al referendum vota solo una minoranza di cittadini?
Il referendum è invalido e la legge rimane in vigore. Se non partecipa la maggioranza degli aventi diritto al voto, il quorum non è raggiunto e l'esito dei voti espressi diventa irrilevante, qualunque sia la percentuale di sì.
Si può usare il referendum per introdurre o modificare una legge?
No. Questo referendum è esclusivamente abrogativo: può sopprimere una legge esistente, integralmente o in parte, ma non può creare nuove norme né riscrivere positivamente il testo vigente. Per questo serve il normale iter parlamentare.
Posso chiedere con un referendum l'abolizione di un'imposta?
No. Le leggi tributarie e di bilancio sono espressamente escluse dal referendum abrogativo. Per modificarle occorre un intervento del Parlamento attraverso il procedimento legislativo ordinario.
Chi ha diritto di votare al referendum abrogativo?
Tutti i cittadini legittimati a eleggere la Camera dei deputati. Non esiste un corpo elettorale distinto: il diritto di voto al referendum coincide esattamente con quello riconosciuto per le elezioni politiche nazionali.