Corte costituzionale

Sentenza n. 121/1985

Corte cost., sent. 26 aprile 1985, n. 121

Dati del provvedimento

Organo
Corte costituzionale
Provvedimento
Sentenza
Numero
121/1985
Data di deposito
26 aprile 1985
Data di decisione
23 aprile 1985
Esito
Non fondatezza
Tipo di giudizio
GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Relatore
Giuseppe Borzellino
Presidente
ROEHRSSEN
ECLI
ECLI:IT:COST:1985:121

Norme oggetto del giudizio

  • art. 52, comma 1, regio decreto legge n. 2 del 9 gennaio 1940
  • legge n. 762 del 19 giugno 1940
  • art. 57, legge n. 4 del 7 gennaio 1929

Parametri

Massime

Massima n. 10848

A seguito della revisione operata nella disciplina del contenzioso tributario, la normativa dettata per le "sanzioni amministrative" in materia di repressione delle violazioni finanziarie dalla legge 7 gennaio 1929, n. 4 (richiamata ai fini dell'accertamento, della cognizione e della definizione delle violazioni in materia di imposta generale sull'entrata, dall'art. 52, comma primo, del r.d.l. 9 gennaio 1940, n. 2) - rimasta in vigore nei confronti di quei tributi, di diversificata natura, per le cui controversie non sussista competenza organica delle Commissioni tributarie, ai sensi dell'art. 1 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 636 - e' venuta, nel tempo, a scolorirsi ed a perdere gran parte degli oggetti e dei contenuti cui era rivolta la disposizione generale ex art. 57 di detta legge. Acquisito infatti nell'ordinamento valore omogeneizzante l'art. 2 del d.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199 che - senza distinzione di materia - attribuisce all'interessato al gravame in via gerarchica la facolta' di presentare il ricorso direttamente ovvero mediante plico raccomandato con avviso di ricevimento, parificando la data di spedizione a quella di presentazione, e restando abrogate ai sensi del successivo art. 17 del d.P.R. medesimo le disposizioni contrarie ovvero incompatibili, ivi compresa quella da cui discende la ricevibilita' ab origine del gravame, risulta evidente come l'art. 57 vada interpretato in tale unificante chiave ermeneutica di lettura ed applicazione. Ne', in senso contrario, puo' essere addotto il disposto dell'art. 1, comma secondo, della stessa legge n. 4 perche' abrogato, sia pure con effetto dal 1 gennaio 1983, in virtu' dell'art. 13, comma primo, del d.l. 10 luglio 1982, n. 429 (conv. nella legge 7 agosto 1982, n. 516), mentre, con riguardo all'applicabilita' di esso ratione temporis, e' da considerare che la norma de qua non poteva non perdere la propria iniziale rigidita' per le esigenze di omogeneita' e razionalita' venute a palesarsi ratione materiae, identiche sia in tema di repressione penale delle violazioni finanziarie che in ordine alla diversa ma pur organica sanzionabilita' a carattere amministrativo delle stesse. Pertanto, non e' fondata, nei sensi di cui in motivazione, in riferimento all'art. 3 Cost., la questione di legittimita' costituzionale degli artt. 52, comma primo, del r.d.l. 9 gennaio 1940, n. 2 (conv. nella legge 19 giugno 1940, n. 762) e 57 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, nella parte in cui si esclude che la tempestiva proposizione del ricorso contro l'ordinanza dell'Intendente di finanza possa essere realizzata anche con la spedizione del ricorso stesso, mediante raccomandata, e che in tal caso la data di spedizione equivalga alla data di presentazione. - Per la disomogeneita' del tertium comparationis anche nell'ambito amministrativo tributario, stante la mancanza di un modello generale cui fare riferimento: S. n. 46/1983.

Per questi motivi

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale degli artt. 52, comma primo del R.d.l. 9 gennaio 1940, n. 2, convertito nella legge 19 giugno 1940, n. 762 (Istituzione di un'imposta generale sull'entrata) e 57 della legge 7 gennaio 1929, n. 4 (Norme generali per la repressione delle violazioni delle leggi finanziarie), nella parte in cui si esclude che la tempestiva proposizione del ricorso contro l'ordinanza dell'Intendente di finanza possa essere realizzata anche con la spedizione del ricorso stesso, mediante raccomandata, e che in tal caso la data di spedizione equivalga alla data di presentazione, sollevata dalla Corte d'Appello di Roma, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, con l'ordinanza in epigrafe.

Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 aprile 1985.

F.to: GUGLIELMO ROEHRSSEN - ORONZO

REALE - BRUNETTO BUCCIARELLI DUCCI -

ALBERTO MALAGUGINI - LIVIO PALADIN -

ANTONIO LA PERGOLA - VIRGILIO

ANDRIOLI - FRANCESCO SAJA - GIOVANNI

CONSO - ETTORE GALLO - ALDO

CORASANITI - GIUSEPPE BORZELLINO -

FRANCESCO GRECO.

GIOVANNI VITALE - Cancelliere

Testo integrale

Per le sentenze della Corte costituzionale anteriori al 2025 LexTools pubblica massime, norme e dispositivo. Il testo integrale è sul sito della Corte costituzionale.

Testo e massime: Corte costituzionale, dati.cortecostituzionale.it, licenza CC BY-SA 3.0 IT (creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/it/). Impaginato da LexTools; il testo riprodotto resta sotto la stessa licenza. Fonti e licenze