Corte costituzionale
Sentenza n. 213/1984
Corte cost., sent. 18 luglio 1984, n. 213
Dati del provvedimento
- Organo
- Corte costituzionale
- Provvedimento
- Sentenza
- Numero
- 213/1984
- Data di deposito
- 18 luglio 1984
- Data di decisione
- 12 luglio 1984
- Esito
- Illegittimità costituzionale
- Tipo di giudizio
- GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
- Relatore
- Aldo Corasaniti
- Presidente
- ELIA
- ECLI
- ECLI:IT:COST:1984:213
Norme oggetto del giudizio
- art. 49, codice penale militare di pace
- art. 48, codice penale militare di pace
Parametri
- art. 3, comma 1, Costituzione
- art. 27, legge n. 87 del 11 marzo 1953
Massime
Massima n. 13336
La provocazione nel codice penale militare di pace - prevista come circostanza attenuante specifica - si presenta come deroga ad una normativa di carattere generale che trova puntuale applicazione in tema di attenuanti comuni, atteso la complementarieta' del suddetto codice rispetto al codice penale comune.Tale previsione sembra dovuta ad un mero errore di coordinamento tenuto conto che in sede di elaborazione del codice "de quo" la deroga al regime delle attenuanti comuni era stata logicamente concepita quale mera riserva di disciplina differenziata per singoli reati. In base a tali considerazioni va dichiarata la illegittimita' costituzionale, per contrasto con l'art. 3, comma primo, Cost. dell'art. 49 c.p.m.p.
Massima n. 13337
In conseguenza della declaratoria di illegittimita' costituzionale dell'art. 49 c.p.m.p. va dichiarata, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953 n. 87, l'illegittimita' costituzionale dell'art. 48 dello stesso codice nell'inciso <<e salva la disposizione dell'articolo seguente>>.
Per questi motivi
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 49 del codice penale militare di pace;
dichiara, ex art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimità costituzionale dell'art. 48 dello stesso codice limitatamente all'inciso "e salva la disposizione dell'articolo seguente".
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 luglio 1984.
F.to: LEOPOLDO ELIA - ANTONINO DE
STEFANO - ORONZO REALE - BRUNETTO
BUCCIARELLI DUCCI - ALBERTO
MALAGUGINI - LIVIO PALADIN - ARNALDO
MACCARONE - ANTONIO LA PERGOLA -
VIRGILIO ANDRIOLI - GIUSEPPE FERRARI
- FRANCESCO SAJA - GIOVANNI CONSO -
ETTORE GALLO - ALDO CORASANITI.
GIOVANNI VITALE - Cancelliere
Testo integrale
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