Corte costituzionale

Sentenza n. 9/1966

Corte cost., sent. 8 febbraio 1966, n. 9

Dati del provvedimento

Organo
Corte costituzionale
Provvedimento
Sentenza
Numero
9/1966
Data di deposito
8 febbraio 1966
Data di decisione
3 febbraio 1966
Esito
Non fondatezza
Tipo di giudizio
GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Relatore
Giuseppe Verzì
Presidente
AMBROSINI
ECLI
ECLI:IT:COST:1966:9

Norme oggetto del giudizio

Parametri

Massime

Massima n. 2495

Secondo la prevalente interpretazione giurisprudenziale il trattamento del reato continuato (art. 81, secondo comma, del Codice penale) deve estendersi anche all'ipotesi in cui, con unica azione ad effetto plurimo siano prodotte piu' violazioni simultanee della stessa disposizione di legge. E cio' perche' la unicita' del disegno criminoso, fondamento e ragione della disposizione, e' da riconoscersi anche nelle ipotesi in cui una sola sia l'azione o l'omissione alla quale consegua una pluralita' di violazioni, e, quindi, una pluralita' di infrazioni giuridiche e, inoltre, perche' l'art. 81 c.p. parla di piu' azioni od omissioni, non nel senso che esse debbano necessariamente essere plurime, ma piuttosto nel senso che possano essere anche piu' di una. Pertanto non e' fondata la questione di legittimita' costituzionale, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, della norma contenuta nell'art. 81, secondo e terzo comma, del Codice penale, nella parte in cui concede un trattamento favorevole a chi, con piu' azioni o omissioni, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, viola piu' volte la stessa disposizione di legge, ma escluderebbe tale trattamento nel caso in cui la pluralita' di violazioni sia commessa con una sola azione od omissione.

Per questi motivi

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 81, secondo e terzo comma, del Codice penale, sollevata dal Pretore di Pesaro, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, con ordinanza del 3 marzo 1965.

Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 febbraio 1966.

GASPARE AMBROSINI - GIUSEPPE CASTELLI

AVOLIO - ANTONINO PAPALDO - NICOLA

JAEGER - GIOVANNI CASSANDRO - BIAGIO

PETROCELLI - ANTONIO MANCA - ALDO

SANDULLI - GIUSEPPE BRANCA - MICHELE

FRAGALI - COSTANTINO MORTATI -

GIUSEPPE CHIARELLI - GIUSEPPE VERZÌ

- GIOVANNI BATTISTA BENEDETTI -

FRANCESCO PAOLO BONIFACIO.

Testo integrale

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