Corte costituzionale
Ordinanza n. 275/2019
Corte cost., ord. 18 dicembre 2019, n. 275
Dati del provvedimento
- Organo
- Corte costituzionale
- Provvedimento
- Ordinanza
- Numero
- 275/2019
- Data di deposito
- 18 dicembre 2019
- Data di decisione
- 4 dicembre 2019
- Esito
- Inammissibilità
- Tipo di giudizio
- GIUDIZIO SULL'AMMISSIBILITÀ DI RICORSO PER CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE TRA POTERI DELLO STATO
- Relatore
- Nicolò Zanon
- Presidente
- CAROSI
- ECLI
- ECLI:IT:COST:2019:275
Massime
Massima n. 40942
È dichiarato inammissibile, per difetto di prospettazione di violazioni manifeste delle prerogative costituzionali del singolo parlamentare, il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, sorto a seguito del procedimento di conversione del d.l. n. 135 del 2018 in legge n. 12 del 2019, promosso dai deputati Galeazzo Bignami, Marco Di Maio e Alberto Pagani nei confronti della Camera dei deputati e del Governo nonché, per quanto occorra, del Senato della Repubblica. Il ricorso - promosso perché, in sede di conversione del citato decreto-legge, intervenuto in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e la pubblica amministrazione, è stata posta la questione di fiducia sul testo già approvato dal Senato, contenente un emendamento asseritamente disomogeneo (relativo alle attività di prospezione, esplorazione e ricerca degli idrocarburi) - non prospetta violazioni manifeste delle prerogative costituzionali dei singoli deputati nell'ambito del procedimento legislativo. Essi, infatti, hanno partecipato al procedimento di conversione, esercitando in più occasioni le loro prerogative costituzionali, e votando in merito all'asserita estraneità dell'emendamento, sia in commissione sia durante la discussione generale. Se, nel caso di specie, vanno escluse violazioni manifeste delle prerogative dei singoli parlamentari nell'ambito del procedimento di conversione, ciò non di meno rimane impregiudicata l'eventualità che, in circostanze diverse, la presentazione di un emendamento eterogeneo rispetto al testo dell'originario decreto-legge possa invece determinare dette violazioni. Secondo la più recente giurisprudenza costituzionale, al singolo parlamentare spettano una serie di prerogative diverse e distinte da quelle che gli sono riconosciute in quanto componente dell'assemblea e che, in caso di lesione, possono costituire oggetto di un conflitto di attribuzione tra poteri. Tale legittimazione attiva deve essere, tuttavia, rigorosamente circoscritta, sotto il profilo oggettivo, ai vizi che determinano violazioni manifeste delle prerogative costituzionali, rilevabili nella loro evidenza già in sede di sommaria delibazione, per cui spetta al singolo parlamentare allegare e comprovare una sostanziale negazione o un'evidente menomazione della funzione costituzionalmente attribuita. ( Precedente citato: ordinanza n. 17 del 2019 ).
Massima n. 41936
La dichiarata inammissibilità - per difetto e contraddittorietà di prospettazione di violazioni manifeste delle prerogative costituzionali del singolo parlamentare - del ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito del procedimento di conversione del d.l. n. 135 del 2018, dispensa dall'esame di altri profili di ammissibilità del conflitto, relativi in particolare all'esatta individuazione dell'atto o dell'omissione assertivamente lesivi delle attribuzioni dei singoli parlamentari.
Per questi motivi
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, promosso dai deputati Galeazzo Bignami, Marco di Maio e Alberto Pagani, nei confronti della Camera dei deputati, del Governo della Repubblica e del Senato della Repubblica.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 dicembre 2019.
F.to:
Aldo CAROSI, Presidente
Nicolò ZANON, Redattore
Roberto MILANA, Cancelliere
Depositata in Cancelleria il 18 dicembre 2019.
Il Direttore della Cancelleria
F.to: Roberto MILANA
Testo integrale
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