Corte costituzionale
Sentenza n. 203/1999
Corte cost., sent. 28 maggio 1999, n. 203
Dati del provvedimento
- Organo
- Corte costituzionale
- Provvedimento
- Sentenza
- Numero
- 203/1999
- Data di deposito
- 28 maggio 1999
- Data di decisione
- 24 maggio 1999
- Esito
- Improcedibilità
- Tipo di giudizio
- GIUDIZIO PER CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE TRA POTERI DELLO STATO
- Relatore
- Gustavo Zagrebelsky
- Presidente
- GRANATA
- ECLI
- ECLI:IT:COST:1999:203
Norme oggetto del giudizio
- deliberazione del Senato della Repubblica del 7 maggio 1997
Parametri
- art. 26, comma 3, norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale (16/3/1956 e s.m.)
Massime
Massima n. 24726
E' improcedibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal Pretore di Milano nei confronti del Senato della Repubblica, in relazione alla deliberazione con la quale, il 7 maggio 1997, il Senato ha ritenuto che i fatti addebitati al senatore Francesco Tabladini nel procedimento penale dinanzi lo stesso Pretore costituiscono opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni parlamentari, e sono quindi insindacabili ai sensi dell'art. 68, primo comma, Cost.. Invero, premesso che la Corte ha numerose volte affermato che il deposito del ricorso nel termine prescritto costituisce un adempimento necessario perche' possa aprirsi la seconda fase del giudizio sul conflitto, e che tale termine ha carattere perentorio perche' e' da esso che decorre l'intera catena degli ulteriori termini stabiliti per la prosecuzione del giudizio dall'art. 26, quarto comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale; non essendo stato rispettato, nel caso di specie, l'anzidetto termine per il deposito del ricorso, non puo' procedersi allo svolgimento dell'ulteriore fase del giudizio. - Cfr. S. nn. 50/1999, 35/1999, 342/1998, 274/1998, 449/1997, 'ex plurimis'.
Per questi motivi
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
Dichiara improcedibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal pretore di Milano nei confronti del Senato della Repubblica con il ricorso indicato in epigrafe.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 maggio 1999.
Il Presidente: Granata
Il redattore: Zagrebelsky
Il cancelliere: Di Paola
Depositata in cancelleria il 28 maggio 1999.
Il direttore della cancelleria: Di Paola
Testo integrale
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