Art. 2 — Certificazioni e documentazioni riguardanti la dichiarazione dei soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche

L'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, è sostituito dal seguente: "Art. 5 (Certificazioni e documentazioni riguardanti la dichiarazione dei soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche) - 1. I soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche devono conservare, per il periodo indicato nell'articolo 22, il bilancio o il rendiconto, nonché i relativi verbali e relazioni, cui sono obbligati dal codice civile, da leggi speciali o dallo statuto. I ricavi, i costi, le rimanenze e gli altri elementi necessari, secondo le disposizioni del capo VI del titolo I del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per la determinazione dell'imponibile devono essere indicati in apposito prospetto, qualora non risultanti dal bilancio o dal rendiconto.

Gli enti indicati alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 87 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, devono conservare il bilancio relativo alle attività commerciali eventualmente esercitate. La disposizione non si applica agli enti che, ammessi a regimi contabili semplificati, non hanno optato per il regime ordinario.

Le società e gli enti indicati alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 87 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, devono conservare il bilancio relativo alle attività esercitate nel territorio dello Stato mediante stabili organizzazioni. Non sono obbligati alla conservazione del bilancio le società semplici e le società o le associazioni equiparate né gli enti non commerciali che non esercitano nel territorio dello Stato attività commerciali o che, ammessi a regimi contabili semplificati, non hanno optato per il regime ordinario.

Le certificazioni dei sostituti d'imposta e i documenti probatori dei versamenti eseguiti con riferimento alle dichiarazioni dei redditi e degli oneri di cui agli articoli 110, 110-bis, 113 e 114 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nonché ogni altro documento previsto dal decreto di cui all'articolo 8 devono essere conservati per il periodo previsto dall'articolo 43. Le certificazioni e i documenti devono essere esibiti o trasmessi, su richiesta, all'ufficio competente.".

Testo vigente al 18 giugno 2025. Fonte: Normattiva — Presidenza del Consiglio dei Ministri, dati aperti con licenza CC BY 4.0, riprodotti gratuitamente. I testi della banca dati Normattiva non hanno carattere di ufficialità: l’unico testo ufficiale è quello pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Fonti e licenze →

Spiegazione

Le società e gli altri soggetti indicati devono conservare i bilanci o rendiconti e i relativi verbali e relazioni, oltre a un prospetto dei dati fiscali che non risultino già da quei documenti. Per alcuni enti e soggetti esteri, l’obbligo riguarda anche i bilanci delle attività commerciali o delle stabili organizzazioni in Italia, con specifiche eccezioni. Le certificazioni dei sostituti d’imposta e le prove dei versamenti devono essere conservate per il periodo previsto per i controlli fiscali. Su richiesta dell’ufficio competente, i documenti devono essere esibiti o trasmessi.

Perché esiste questa norma

La norma tutela la possibilità di verificare la correttezza delle dichiarazioni e degli importi dichiarati, assicurando che i dati fiscali siano supportati da documenti conservati. Distingue gli obblighi in base al tipo di soggetto e di attività, evitando di imporre alcuni adempimenti a chi rientra nelle eccezioni previste.

Domande frequenti

Quali documenti deve conservare una società?

Deve conservare il bilancio o il rendiconto e i relativi verbali e relazioni. Se alcuni dati necessari per determinare il reddito imponibile non risultano da tali documenti, deve conservarli in un apposito prospetto.

Un ente non commerciale deve conservare il bilancio della propria attività commerciale?

Sì, se svolge attività commerciali deve conservare il relativo bilancio. L’obbligo non si applica se è ammesso a un regime contabile semplificato e non ha scelto il regime ordinario.

Una società estera con una stabile organizzazione in Italia deve conservare documenti contabili?

Deve conservare il bilancio relativo alle attività svolte in Italia tramite le stabili organizzazioni, salvo le eccezioni specificamente previste per determinate categorie di soggetti.

Per quanto tempo vanno conservate le prove dei versamenti?

Per il periodo previsto per i controlli fiscali richiamato dalla norma. Il testo non indica qui un numero di anni: rinvia al termine stabilito dall’articolo 43.

Che cosa succede se l’ufficio competente chiede le certificazioni o i documenti?

Le certificazioni e i documenti devono essere esibiti oppure trasmessi all’ufficio che ne ha fatto richiesta.