Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.
Spiegazione
Il Presidente della Repubblica non può essere perseguito per le decisioni e gli atti che compie nell'esercizio delle sue funzioni: lo scopo è garantire che operi con piena indipendenza. Questa immunità funzionale non è però assoluta: se il Presidente commette alto tradimento o attenta alla Costituzione, può essere chiamato a rispondere. In tali casi non interviene la magistratura ordinaria, ma è il Parlamento riunito in seduta comune a decidere se procedere. Perché la messa in stato di accusa sia approvata, occorre il voto favorevole della maggioranza assoluta dei parlamentari, cioè più della metà del totale dei componenti.
Perché esiste questa norma
La norma protegge l'autonomia del capo dello Stato da possibili strumentalizzazioni giudiziarie o politiche che ne paralizzerebbero l'azione. Le due eccezioni — alto tradimento e attentato alla Costituzione — impediscono che l'immunità si trasformi in impunità assoluta per le condotte più gravi. Affidare la messa in stato di accusa al Parlamento in seduta comune riflette la natura politico-istituzionale di tali infrazioni, che richiedono una valutazione rappresentativa.
Domande frequenti
Un cittadino può denunciare il Presidente per qualcosa che ha fatto come capo dello Stato?
No. Per gli atti compiuti nell'esercizio delle funzioni presidenziali vige piena immunità. Una denuncia ordinaria non può avere seguito: solo il Parlamento in seduta comune può decidere di procedere, e soltanto per i due reati previsti.
Se il Presidente commette un reato nella vita privata, è comunque protetto dall'immunità?
No. L'immunità copre esclusivamente gli atti funzionali, cioè quelli compiuti nell'esercizio del ruolo. Per atti privati o extrafunzionali il Presidente risponde davanti alla magistratura ordinaria come qualsiasi cittadino.
Chi stabilisce se il comportamento del Presidente costituisce davvero alto tradimento o attentato alla Costituzione?
In primo luogo il Parlamento in seduta comune, che valuta se sussistono i presupposti e approva la messa in stato di accusa. Il giudizio vero e proprio spetta poi alla Corte costituzionale, competente per questi reati presidenziali.
Cosa si intende per 'maggioranza assoluta' dei membri del Parlamento?
Devono votare a favore più della metà del totale dei parlamentari, non solo dei presenti alla seduta. È una soglia più alta della semplice maggioranza dei voti espressi, pensata per evitare decisioni adottate con scarsa partecipazione.
Cosa succede al Presidente dopo che il Parlamento lo ha messo in stato di accusa?
Si avvia un procedimento giudiziario davanti alla Corte costituzionale, non davanti ai tribunali ordinari. La Corte può, in caso di condanna, pronunciare anche la rimozione del Presidente dalla carica.