Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d'età e goda dei diritti civili e politici.
L'ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.
L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.
Spiegazione
Per diventare Presidente della Repubblica servono tre condizioni: avere la cittadinanza italiana, aver compiuto cinquant'anni e godere dei diritti civili e politici. Non occorre ricoprire alcuna carica istituzionale previa: può essere eletto qualsiasi cittadino in possesso di questi requisiti. Chi viene eletto deve però abbandonare ogni altro incarico, pubblico o privato, perché la Costituzione vieta qualsiasi cumulo di ruoli. L'indennità e la dotazione presidenziale — i fondi destinati all'esercizio delle funzioni — sono fissate con legge, non lasciate alla discrezionalità del momento.
Perché esiste questa norma
Il requisito anagrafico e quello relativo ai diritti mirano a garantire che il vertice dello Stato abbia maturità e piena capacità giuridica. Il divieto assoluto di cumulo preserva l'imparzialità e la dedizione esclusiva del Presidente alle funzioni di garanzia costituzionale. La riserva di legge sulla remunerazione assicura trasparenza e sottrae la dotazione a decisioni arbitrarie.
Domande frequenti
Un cittadino naturalizzato può diventare Presidente della Repubblica?
Sì. La norma dice 'ogni cittadino' senza distinguere tra chi lo è per nascita e chi lo è diventato per naturalizzazione. L'unico requisito di status è la cittadinanza italiana, abbinata all'età e al godimento dei diritti civili e politici.
Se un senatore viene eletto Presidente, deve rinunciare al mandato parlamentare?
Sì. L'ufficio presidenziale è incompatibile con qualsiasi altra carica, senza eccezioni. Il mandato parlamentare deve cessare al momento dell'assunzione della presidenza.
Cosa significa perdere i diritti civili e politici, e chi rischia di perderli?
Si perde il godimento di tali diritti in conseguenza di alcune condanne penali o di provvedimenti giudiziari che limitano la capacità civile. Chi si trova in questa situazione non soddisfa i requisiti di eleggibilità.
Il Presidente può continuare a dirigere un'azienda privata dopo l'elezione?
No. Il divieto di cumulo riguarda qualsiasi carica, anche privata. Ruoli come amministratore di società o presidente di fondazione devono essere abbandonati al momento dell'insediamento.
Chi decide concretamente quanto guadagna il Presidente, e può essere cambiato?
L'assegno e la dotazione sono stabiliti per legge, quindi spetta al Parlamento determinarli e modificarli. Una riduzione mirata al Presidente in carica potrebbe tuttavia porsi in tensione con il principio di indipendenza della carica.