Art. 67

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Testo aggiornato al 2026-07-28. Fonte: Normattiva — Presidenza del Consiglio dei Ministri, dati aperti con licenza CC BY 4.0. I testi della banca dati Normattiva non hanno carattere di ufficialità: l’unico testo ufficiale è quello pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Spiegazione

Un parlamentare, una volta eletto, non deve obbedire agli ordini del partito che lo ha candidato né alle istruzioni dei propri elettori: rappresenta l'intera Nazione. Può quindi votare in modo diverso dalla linea del suo gruppo, cambiare partito o persino fondarne uno nuovo, senza per questo perdere il seggio. Il suo mandato viene conferito dal voto popolare ma non è revocabile né condizionabile durante la legislatura. Questo principio si chiama divieto di mandato imperativo ed è uno dei cardini del parlamentarismo democratico.

Perché esiste questa norma

La norma garantisce che le decisioni parlamentari rispondano all'interesse generale della Nazione, non a quello di singoli partiti, gruppi di pressione o collegi elettorali. Protegge la libertà di coscienza del parlamentare e la funzione deliberativa dell'assemblea da condizionamenti esterni, assicurando l'autonomia del Parlamento come organo rappresentativo unitario.

Domande frequenti

Se il mio deputato cambia partito dopo le elezioni, perde il seggio?

No. Il seggio appartiene alla persona, non al partito. Il parlamentare mantiene il mandato ricevuto dagli elettori indipendentemente da qualsiasi spostamento tra gruppi o formazioni politiche.

Un partito può obbligare i propri parlamentari a votare in un certo modo?

Può dare indicazioni di voto e comminare sanzioni disciplinari interne, ma non può privare il parlamentare del mandato. Il voto difforme dalla linea del gruppo non produce conseguenze giuridiche sul seggio.

Gli elettori possono revocare il mandato al loro rappresentante se cambia posizione su un tema importante?

No. La Costituzione esclude qualsiasi forma di revoca popolare durante la legislatura. Il parlamentare risponde politicamente del proprio operato solo al successivo momento elettorale.

Un parlamentare è giuridicamente obbligato a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale?

No. Le promesse elettorali hanno rilievo politico e morale, non giuridico. Nessun giudice può sanzionare un parlamentare per non aver adempiuto agli impegni assunti prima dell'elezione.

Questo principio vale anche per i senatori o solo per i deputati?

Vale per tutti i membri del Parlamento: sia i deputati della Camera sia i senatori della Repubblica, senza distinzione di camera o di modalità di elezione.