Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.
La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.
Spiegazione
Qualsiasi cittadino italiano, uomo o donna, ha il diritto di candidarsi a cariche elettive o di lavorare negli uffici pubblici, purché possieda i requisiti fissati dalla legge. Per rendere effettiva questa parità, lo Stato è tenuto ad adottare misure concrete che favoriscano la presenza femminile nelle istituzioni. Gli italiani che vivono all'estero e non appartengono alla Repubblica possono, se la legge lo prevede, essere equiparati ai cittadini per l'accesso ai ruoli pubblici. Chi riceve un mandato elettivo ha il diritto di assentarsi dal proprio posto di lavoro per esercitarlo, senza poter essere licenziato per questo motivo.
Perché esiste questa norma
La norma presidia il principio democratico di uguaglianza nell'accesso alle funzioni pubbliche, vietando discriminazioni fondate sul sesso e aprendo alla possibilità di includere gli italiani non cittadini. Garantisce inoltre che il mandato elettivo sia concretamente esercitabile anche da chi ha un rapporto di lavoro, evitando che condizioni economiche o lavorative comprimano la partecipazione alla vita politica.
Domande frequenti
Una donna può candidarsi alle elezioni politiche nazionali?
Sì, senza alcuna limitazione fondata sul sesso. La legge può fissare requisiti di età, residenza o assenza di condanne, ma non può escludere le donne. Lo Stato è anzi tenuto a promuovere attivamente la parità di accesso.
Se vengo eletto consigliere comunale, il mio datore di lavoro privato può licenziarmi?
No. L'articolo garantisce il diritto di conservare il posto di lavoro per tutta la durata del mandato. Il datore è tenuto a concedere il tempo necessario allo svolgimento delle funzioni pubbliche elective.
Le quote di genere nelle liste elettorali sono ammesse dalla Costituzione?
Sì. L'articolo prevede espressamente che la Repubblica promuova le pari opportunità tra donne e uomini con appositi provvedimenti, fornendo così la base costituzionale per meccanismi di riequilibrio di genere nelle candidature.
Un italiano con doppia cittadinanza che risiede all'estero può partecipare a un concorso pubblico in Italia?
Può farlo se è anche cittadino italiano. Se ha perso la cittadinanza italiana, occorre una norma di legge che lo equipari al cittadino per quella specifica categoria di pubblici uffici: non avviene automaticamente.
Un cittadino straniero (non italiano) può accedere a cariche elettive o uffici pubblici in base a questo articolo?
No. L'articolo si applica ai cittadini italiani e, per espressa previsione di legge, agli italiani non appartenenti alla Repubblica. I cittadini stranieri non rientrano nell'ambito di questa norma.