A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.
Spiegazione
L'articolo 43 permette allo Stato di portare sotto controllo pubblico imprese private che operano in settori strategici per la collettività. Ciò può avvenire in due modi: riservando fin dall'inizio una certa attività al settore pubblico, oppure acquisendo un'impresa già privata tramite espropriazione, con obbligo di pagare un indennizzo al proprietario. I settori interessati sono i servizi pubblici essenziali, le fonti di energia e i mercati in regime di monopolio, purché abbiano rilevanza per l'interesse generale. La gestione può essere affidata allo Stato, a enti pubblici o persino a comunità di lavoratori o utenti. In ogni caso è indispensabile una legge che giustifichi l'intervento con finalità di utilità generale.
Perché esiste questa norma
La norma mira a impedire che settori vitali per la collettività restino interamente nelle mani di soggetti privati che potrebbero anteporre il profitto all'interesse pubblico. Consente allo Stato di correggere fallimenti del mercato, in particolare in presenza di monopoli naturali o infrastrutture indispensabili. L'indennizzo bilancia l'intervento pubblico con la tutela della proprietà privata.
Domande frequenti
Lo Stato può prendere la mia azienda senza pagarmi nulla?
No. L'espropriazione richiede sempre il pagamento di un indennizzo. L'importo non è necessariamente pari al pieno valore di mercato, ma la corresponsione di un ristoro è un requisito costituzionale che non può essere eluso.
Qualsiasi azienda privata può essere nazionalizzata?
No. Solo imprese che operano in settori di preminente interesse generale: servizi pubblici essenziali, fonti di energia o mercati monopolistici. Un'impresa che non rientra in queste categorie non può essere espropriata in base a questa norma.
Può essere il governo da solo a decidere la nazionalizzazione?
No. Occorre una legge approvata dal Parlamento che fondi l'intervento su finalità di utilità generale. Il governo non può procedere con un semplice atto amministrativo o decreto senza base legislativa.
Dopo la nazionalizzazione, l'impresa deve per forza diventare di proprietà statale?
No. L'articolo prevede che la gestione possa essere affidata anche a enti pubblici diversi dallo Stato oppure a comunità di lavoratori o di utenti, aprendo a forme di controllo collettivo alternative alla proprietà statale classica.
È ancora possibile oggi procedere a nuove nazionalizzazioni in Italia?
Sì, la norma è vigente. Tuttavia qualsiasi nazionalizzazione deve rispettare anche le regole europee in materia di concorrenza e aiuti di Stato, che limitano in modo significativo i margini di intervento pubblico nell'economia.