Art. 22

Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.

Testo aggiornato al 2026-07-28. Fonte: Normattiva — Presidenza del Consiglio dei Ministri, dati aperti con licenza CC BY 4.0. I testi della banca dati Normattiva non hanno carattere di ufficialità: l’unico testo ufficiale è quello pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Spiegazione

Lo Stato non può privare nessuno di tre attributi fondamentali della persona — la capacità di essere titolari di diritti, la cittadinanza e il nome — adducendo motivazioni politiche. In pratica, un governo non può dichiarare qualcuno civilmente «inesistente» perché critica le sue scelte, togliergli la nazionalità per le sue idee o imporgli un cambio di identità. La norma nacque come reazione diretta alle pratiche fasciste e naziste che colpirono ebrei e oppositori politici proprio su questi fronti. Il divieto si applica a qualsiasi potere pubblico, indipendentemente dal regime politico in carica.

Perché esiste questa norma

La norma tutela l'identità civile della persona contro l'uso strumentale del diritto da parte del potere politico, garantendo che il dissenso non costi la perdita dello status giuridico fondamentale. Riflette la memoria storica di un regime che aveva trasformato la privazione di questi attributi in strumento di persecuzione e di esclusione dalla comunità nazionale.

Domande frequenti

Se vengo condannato per un reato grave, posso perdere la cittadinanza italiana?

Il divieto costituzionale riguarda solo le privazioni motivate politicamente. Per ragioni penali o amministrative, la legge ordinaria può prevedere casi di perdita della cittadinanza nei limiti dell'ordinamento, senza che ciò contrasti con questo articolo.

Cosa significa perdere la capacità giuridica? È la stessa cosa dell'interdizione?

No. L'interdizione limita la capacità di agire (stipulare contratti, ecc.), ma lascia intatta la capacità giuridica, cioè l'idoneità a essere titolari di diritti e doveri. Privarla significherebbe escludere la persona dall'ordinamento come soggetto di diritto.

Uno straniero naturalizzato può perdere la cittadinanza se le sue opinioni politiche cambiano dopo la naturalizzazione?

No. Il divieto vale indipendentemente dal modo in cui la cittadinanza è stata acquisita. Nessuna motivazione politica può giustificare la revoca, né per i cittadini per nascita né per quelli naturalizzati.

La tutela vale anche per chi professa idee politiche estreme o antidemocratiche?

Sì, il divieto è assoluto e non dipende dal contenuto delle idee. Certi comportamenti possono essere repressi sul piano penale, ma la sanzione non può consistere nella perdita della capacità giuridica, della cittadinanza o del nome.

Perché la Costituzione include il nome tra i beni protetti da questo articolo?

Il nome è il segno distintivo dell'identità individuale nella vita civile. Imporgli un cambiamento per ragioni politiche significherebbe cancellare simbolicamente la persona, come avvenuto storicamente quando regimi autoritari obbligavano a mutare cognomi stranieri o ebraici.