Art. 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Testo aggiornato al 2026-07-28. Fonte: Normattiva — Presidenza del Consiglio dei Ministri, dati aperti con licenza CC BY 4.0. I testi della banca dati Normattiva non hanno carattere di ufficialità: l’unico testo ufficiale è quello pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Spiegazione

L'articolo garantisce a chiunque il diritto di esprimere liberamente le proprie idee, con qualsiasi mezzo. La stampa, in particolare, non può essere sottoposta a censura preventiva né richiedere autorizzazioni per pubblicare. Un sequestro di giornali o periodici è ammesso solo su ordine motivato del giudice; in casi di urgenza assoluta, può agire la polizia giudiziaria, ma deve riferire alla magistratura entro ventiquattro ore dalla sua azione, e il giudice ha poi a sua volta ventiquattro ore per convalidare il provvedimento — altrimenti il sequestro decade automaticamente. Sono però vietate le pubblicazioni contrarie al buon costume.

Perché esiste questa norma

La norma tutela la libertà di espressione come pilastro della democrazia e del pluralismo, in reazione storica ai regimi totalitari che avevano esercitato il controllo preventivo sull'informazione. Le procedure rigorose per il sequestro mirano a impedire che l'autorità pubblica possa silenziare voci scomode senza un controllo giurisdizionale rapido ed effettivo.

Domande frequenti

Il divieto di censura vale anche per i siti web e i social media?

La garanzia costituzionale si applica a tutti i mezzi di diffusione del pensiero. Le norme specifiche sulle piattaforme digitali sono definite dalla legge ordinaria e, in parte, dalla regolamentazione europea.

La polizia può sequestrare un giornale senza un ordine del giudice?

Solo in caso di urgenza assoluta. Gli ufficiali di polizia giudiziaria devono però denunciare il sequestro alla magistratura entro ventiquattro ore dalla sua esecuzione.

Cosa accade se il giudice non convalida il sequestro di un periodico nei tempi previsti?

Se il giudice non convalida entro le ventiquattro ore successive alla denuncia della polizia, il sequestro si intende automaticamente revocato e privo di qualsiasi effetto.

Un giornale o una rivista devono ottenere un'autorizzazione dallo Stato prima di pubblicare?

No. L'articolo vieta espressamente qualsiasi forma di autorizzazione preventiva o censura sulla stampa, indipendentemente dal tipo o dal contenuto della pubblicazione.

Posso scrivere e pubblicare qualsiasi cosa senza incorrere in responsabilità?

La libertà di espressione non immunizza da responsabilità civile o penale per quanto pubblicato. Sono inoltre vietate le pubblicazioni contrarie al buon costume.