Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d'Aosta/Vallee d'Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale.
La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano.
Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.
Spiegazione
L'Italia distingue due categorie di regioni: cinque regioni a statuto speciale — Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige/Südtirol e Valle d'Aosta — dotate di un'autonomia più ampia garantita da leggi costituzionali, e le regioni ordinarie. All'interno del Trentino-Alto Adige/Südtirol operano le Province autonome di Trento e Bolzano, con poteri quasi equivalenti a quelli di una regione intera. Anche le regioni ordinarie possono chiedere allo Stato ulteriori spazi di autonomia su materie specifiche, ma il procedimento è impegnativo: occorre un accordo tra la regione e il governo centrale, il parere degli enti locali, il rispetto dei principi di autonomia finanziaria e l'approvazione del Parlamento a maggioranza assoluta dei propri componenti.
Perché esiste questa norma
Il riconoscimento di autonomie speciali risponde alle peculiarità storiche, linguistiche e geografiche di comunità che non possono essere governate efficacemente con le regole comuni a tutte le regioni. La possibilità di estendere forme aggiuntive di autonomia anche alle regioni ordinarie mira a promuovere un regionalismo differenziato e cooperativo, valorizzando le specificità locali senza compromettere l'unità nazionale e l'equilibrio finanziario garantiti dall'articolo 119.
Domande frequenti
Cosa distingue concretamente una regione a statuto speciale dalle altre regioni italiane?
Le cinque regioni speciali hanno statuti adottati con legge costituzionale che attribuiscono loro poteri più estesi in settori come la fiscalità, la cultura o l'ordine pubblico locale. Tali statuti si modificano solo con un'altra legge costituzionale.
La Toscana o il Veneto possono ottenere più autonomia rispetto a quella che hanno oggi?
Sì, attraverso il procedimento del terzo comma: la regione avanza la proposta, si consultano gli enti locali, si raggiunge un'intesa con lo Stato e il Parlamento approva a maggioranza assoluta. L'autonomia aggiuntiva riguarda solo le materie espressamente indicate dalla Costituzione.
Le Province di Trento e Bolzano sono la stessa cosa di una regione?
No, sono Province autonome che insieme formano la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol. Esercitano però poteri molto ampi, paragonabili a quelli regionali, e operano in modo largamente indipendente l'una dall'altra sul proprio territorio.
Il Parlamento può negare l'autonomia richiesta da una regione?
Sì. La legge deve essere approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera e presuppone un'intesa tra Stato e regione. Se l'intesa non si raggiunge o manca la maggioranza richiesta, la legge non viene approvata.
Un cittadino che vive in Sicilia ha diritti diversi da uno che vive in Lombardia?
I diritti fondamentali sono uguali per tutti i cittadini italiani. Il cittadino siciliano può però beneficiare di servizi o regole organizzative locali differenti, perché la sua regione dispone di competenze legislative e amministrative più ampie in alcune materie specifiche.