I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso.
Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l'azione disciplinare.
I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni.
Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull'ordinamento giudiziario.
Spiegazione
I magistrati godono di una tutela molto forte rispetto a trasferimenti, sospensioni o rimozioni: nessuno può spostarli o allontanarli dal servizio senza una decisione del Consiglio superiore della magistratura, che deve rispettare precise garanzie procedurali, oppure senza il loro esplicito consenso. Il Ministro della giustizia non può agire direttamente sui singoli magistrati, ma può solo avviare un procedimento disciplinare. Tra i magistrati non esistono gradi gerarchici: si distinguono solo per le funzioni che svolgono, ad esempio giudice di primo grado o giudice d'appello. Il pubblico ministero, pur avendo un ruolo diverso dal giudice, beneficia anch'egli di specifiche garanzie previste dalla legge sull'ordinamento giudiziario.
Perché esiste questa norma
La norma presidia l'indipendenza della magistratura da influenze esterne, in particolare dal potere esecutivo. Un giudice che teme di essere trasferito o rimosso per le proprie decisioni non è davvero indipendente; l'inamovibilità è quindi il presupposto strutturale della terzietà e dell'imparzialità della giurisdizione.
Domande frequenti
Il governo può rimuovere un giudice che ha emesso una sentenza scomoda?
No. La rimozione o la sospensione di un magistrato richiedono una decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata con le garanzie previste dall'ordinamento giudiziario. Il governo non ha potere diretto su questo.
Un magistrato può essere trasferito in un'altra città contro la sua volontà?
Solo se il Consiglio superiore della magistratura lo decide motivatamente e con le garanzie di difesa stabilite dalla legge. Senza quella decisione, il trasferimento non è possibile senza il consenso del magistrato.
Se un giudice si comporta in modo scorretto, chi può avviare un procedimento disciplinare?
Il Ministro della giustizia ha la facoltà di promuovere l'azione disciplinare, ma la decisione finale spetta agli organi competenti secondo l'ordinamento giudiziario, non al Ministro stesso.
Un giudice di primo grado deve obbedire agli ordini di un giudice d'appello?
No. I magistrati si distinguono solo per la diversità di funzioni, non per rango gerarchico. Ciascuno è indipendente nell'esercizio delle proprie funzioni giurisdizionali.
Il pubblico ministero ha le stesse tutele di un giudice?
Ha garanzie proprie, stabilite dalle norme sull'ordinamento giudiziario, che tengono conto del suo ruolo specifico. Non sono necessariamente identiche a quelle del giudice, ma la Costituzione impone comunque che siano previste e rispettate.