Codice del Terzo Settore italiano: 105 articoli aggiornati al 10 febbraio 2026
Il Codice del Terzo Settore raccoglie la disciplina generale degli enti non profit che operano per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. In questa pagina puoi consultare una sintesi orientativa del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117, con 105 articoli riportati secondo il testo vigente su Normattiva al 10 febbraio 2026. Sono evidenziate le disposizioni più ricercate da enti, volontari, professionisti, studenti e cittadini.
Cos'è il Codice del Terzo Settore
Il Codice del Terzo Settore è il principale riferimento normativo italiano per gli enti che perseguono, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. È stato introdotto dal decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, emanato in attuazione della legge delega 6 giugno 2016, n. 106. La disciplina riguarda, tra gli altri, associazioni riconosciute e non riconosciute, fondazioni, imprese sociali nei limiti previsti dalla normativa applicabile, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e altri enti che possiedono i requisiti richiesti.
Il Codice definisce gli Enti del Terzo Settore, individua le attività di interesse generale che possono essere svolte e stabilisce le regole relative a costituzione, organizzazione, amministrazione, controllo, responsabilità e rendicontazione. Regola inoltre il volontariato, la raccolta fondi, la destinazione del patrimonio, il bilancio, i libri sociali e i rapporti tra pubbliche amministrazioni ed enti attraverso strumenti come co-programmazione, co-progettazione e convenzioni.
La struttura normativa segue un’articolazione per aree tematiche e comprende disposizioni generali sugli enti, norme sull’organizzazione e sulla gestione, regole dedicate a specifiche categorie di enti e disposizioni sui rapporti con le amministrazioni pubbliche e sui controlli. Il Registro unico nazionale del Terzo settore costituisce un elemento centrale del sistema, perché consente l’iscrizione degli enti in apposite sezioni e l’accesso al relativo regime giuridico.
Il Codice si applica agli enti in possesso dei requisiti previsti dalla legge e non sostituisce automaticamente ogni altra disciplina speciale. Per valutare la posizione di un’organizzazione occorre quindi verificare la forma giuridica, l’attività effettivamente svolta, lo statuto, l’eventuale iscrizione al RUNTS e le norme fiscali o settoriali collegate.
Come consultare il codice
La consultazione può iniziare dalla ricerca per numero di articolo, utile quando si conosce già il riferimento normativo, oppure dalla navigazione gerarchica tra le sezioni tematiche del Codice. Ogni articolo è presentato con il relativo numero e la rubrica, così da facilitare l’individuazione delle disposizioni su enti del Terzo Settore, volontariato, bilanci, organi sociali, RUNTS e rapporti con la pubblica amministrazione.
Per una ricerca puntuale, inserisci parole chiave come “attività di interesse generale”, “volontario”, “raccolta fondi”, “bilancio”, “personalità giuridica” o “co-progettazione”. Il testo mostrato in questa pagina è riferito alla versione indicata come vigente al 10 febbraio 2026. Per verificare il testo ufficiale, la successione delle modifiche e gli eventuali aggiornamenti successivi, consulta sempre la banca dati Normattiva e il provvedimento collegato.
Domande frequenti
Che cos’è il Codice del Terzo Settore?
Il Codice del Terzo Settore è il decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, che raccoglie la disciplina generale degli enti senza scopo di lucro con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Regola, tra gli altri aspetti, gli Enti del Terzo Settore, le attività di interesse generale, il volontariato, il RUNTS, gli obblighi contabili, la raccolta fondi e i rapporti con le pubbliche amministrazioni.
Qual è l’origine normativa del Codice del Terzo Settore?
Il Codice è stato emanato con il decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, in attuazione della legge delega 6 giugno 2016, n. 106, dedicata alla riforma del Terzo Settore, dell’impresa sociale e del servizio civile universale. Per conoscere il testo vigente e verificare gli aggiornamenti intervenuti, è opportuno consultare la versione ufficiale disponibile nella banca dati Normattiva.
Quanti articoli ha il Codice del Terzo Settore?
Lo snapshot consultato per questa pagina comprende 105 articoli del Codice del Terzo Settore. Il riferimento temporale indicato è il testo vigente su Normattiva al 10 febbraio 2026. Il numero degli articoli non esaurisce però la disciplina applicabile: per una valutazione completa possono essere necessari anche i regolamenti attuativi, le norme fiscali, le disposizioni sul RUNTS e altre leggi speciali.
Che cosa si intende per Ente del Terzo Settore?
È un ente privato senza scopo di lucro che persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale attraverso una o più attività di interesse generale, secondo i requisiti previsti dal Codice. La categoria comprende diverse forme organizzative e richiede la verifica concreta di statuto, attività, patrimonio, modalità di gestione e, quando previsto o scelto, iscrizione nel Registro unico nazionale del Terzo settore.
Che cos’è il RUNTS?
Il RUNTS è il Registro unico nazionale del Terzo settore, istituito per raccogliere e rendere pubbliche le informazioni sugli enti iscritti nelle sezioni previste dalla normativa. L’iscrizione può incidere sul riconoscimento della qualifica di Ente del Terzo Settore, sull’accesso a determinati regimi e sulla pubblicità delle informazioni organizzative. Le condizioni devono essere verificate in relazione al tipo di ente e alla disciplina vigente.
Quali attività sono considerate di interesse generale?
Sono le attività individuate dal Codice e collegate a finalità di utilità sociale, tra cui possono rientrare, secondo i requisiti applicabili, interventi e servizi sociali, educazione, istruzione e formazione, tutela dell’ambiente, valorizzazione culturale, attività sportive dilettantistiche, ricerca e altre aree previste dalla legge. La qualificazione richiede un esame puntuale della disposizione applicabile e dell’attività realmente svolta dall’ente.
Il Codice del Terzo Settore disciplina anche i volontari?
Sì. Il Codice definisce il volontario e l’attività di volontariato, stabilendo caratteristiche, gratuità della prestazione, rimborsi e obblighi assicurativi nei casi previsti. La disciplina riguarda il rapporto tra volontario ed ente e non coincide necessariamente con quella del lavoro subordinato o autonomo. Per applicare correttamente le regole occorre verificare il ruolo svolto, l’organizzazione dell’attività e i documenti dell’ente.