Codice del Consumo italiano: 242 articoli aggiornati al 19 giugno 2026

Il Codice del Consumo (D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206) raccoglie in un unico testo le norme a tutela dei consumatori e degli utenti in Italia. Consultabile per articolo, materia o parola chiave, offre la disciplina completa su contratti, garanzie, pratiche commerciali scorrette, credito al consumo e risoluzione alternativa delle controversie.

Cos'è il Codice del Consumo

Il Codice del Consumo è il testo normativo di riferimento per la tutela dei consumatori e degli utenti nel diritto italiano. Adottato con il Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, in attuazione della delega contenuta nella legge 29 luglio 2003, n. 229 (legge di semplificazione 2001), il Codice ha operato una sistematizzazione organica di numerose discipline precedentemente sparse in fonti eterogenee, recependo al contempo diverse direttive dell'Unione Europea in materia di protezione dei consumatori.

Il testo si articola in 242 articoli e copre un ampio spettro di materie. Tra i nuclei tematici principali figurano: i diritti fondamentali dei consumatori (informazione, sicurezza, accesso alla giustizia); la disciplina dei contratti con i consumatori, incluse le clausole abusive e i contratti a distanza o negoziati fuori dai locali commerciali; le garanzie legali di conformità nella vendita di beni; la pubblicità ingannevole e le pratiche commerciali scorrette; il credito al consumo; la sicurezza dei prodotti; e i meccanismi di risoluzione alternativa delle controversie (ADR/ODR).

L'ambito soggettivo di applicazione riguarda i rapporti tra 'consumatori' — persone fisiche che agiscono per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale — e 'professionisti', ossia soggetti che agiscono nell'esercizio di tale attività. Questa distinzione è centrale per determinare quando le tutele del Codice trovano applicazione.

Nel corso degli anni il testo originario è stato oggetto di numerose modifiche per adeguarsi all'evoluzione del diritto europeo: tra gli interventi più rilevanti si segnalano il recepimento della direttiva sui diritti dei consumatori (2011/83/UE) e della cosiddetta 'direttiva Omnibus' (2019/2161/UE), che ha rafforzato le tutele nell'ambiente digitale e nelle piattaforme online. Il testo disponibile su questo sito è tratto da Normattiva (dati aperti, licenza CC BY 4.0) e incorpora le modifiche vigenti alla data del 19 giugno 2026.

Come consultare il Codice del Consumo

La consultazione del Codice del Consumo su questo sito è strutturata per rispondere alle esigenze di privati, studenti e professionisti. È possibile navigare il testo in modo gerarchico, scorrendo titoli e capi che raggruppano gli articoli per materia, oppure accedere direttamente a un articolo specifico tramite il numero (es. 'art. 33', 'art. 130'). La funzione di ricerca testuale consente di individuare rapidamente termini chiave come 'garanzia', 'recesso', 'clausola abusiva' o 'pratiche commerciali scorrette'.

Il testo qui disponibile è tratto da Normattiva ed è vigente al 19 giugno 2026, che integra tutte le modifiche legislative intervenute sul D.Lgs. 206/2005. Per verificare la versione ufficiale vigente e la storia delle modifiche articolo per articolo, si consiglia di consultare anche il portale istituzionale Normattiva (normattiva.it), che pubblica il testo in versione multivigente con le note di aggiornamento.

Domande frequenti

Quando è stato emanato il Codice del Consumo?

Il Codice del Consumo è stato adottato con il Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, in vigore dal 23 ottobre 2005. Ha unificato in un unico testo normativo le discipline a tutela dei consumatori precedentemente contenute in leggi e decreti separati, recependo numerose direttive dell'Unione Europea.

Quanti articoli ha il Codice del Consumo?

Il testo coordinato del Codice del Consumo disponibile su questo sito conta 242 articoli, aggiornati al 19 giugno 2026 secondo la banca dati Normattiva. Il numero effettivo di disposizioni può variare nel testo ufficiale per effetto di articoli abrogati, aggiunti o rinumerati nel tempo.

Qual è la differenza tra 'consumatore' e 'professionista' nel Codice del Consumo?

L'articolo 3 del Codice definisce 'consumatore' la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta. Il 'professionista' è invece chi agisce nell'esercizio della propria attività commerciale o professionale. Questa distinzione determina quando si applicano le tutele del Codice.

Quanto dura la garanzia legale prevista dal Codice del Consumo?

Ai sensi dell'articolo 132 del Codice del Consumo, il venditore risponde dei difetti di conformità che si manifestano entro due anni dalla consegna del bene. Il consumatore deve denunciare il difetto entro due mesi dalla scoperta, salvo che il venditore abbia riconosciuto l'esistenza del difetto o lo abbia occultato.

Entro quanti giorni si può esercitare il diritto di recesso negli acquisti online?

Negli acquisti a distanza (incluso l'e-commerce) e nei contratti negoziati fuori dai locali commerciali, l'articolo 52 del Codice del Consumo riconosce al consumatore il diritto di recedere entro 14 giorni dalla ricezione del bene, senza dover fornire alcuna motivazione e senza penali.

Dove trovare la versione vigente e ufficiale del Codice del Consumo?

Il testo ufficiale e multivigente del D.Lgs. 206/2005 è disponibile sul portale istituzionale Normattiva (normattiva.it), che consente di visualizzare il testo in diverse versioni temporali con le note di aggiornamento. Su questo sito è consultabile lo stesso testo tratto dai dati aperti di Normattiva, vigente al 19 giugno 2026.

Il Codice del Consumo si applica anche ai contratti tra aziende?

No. Il Codice del Consumo si applica esclusivamente ai rapporti tra un professionista e un consumatore (persona fisica che agisce fuori dalla propria attività professionale). I contratti tra imprese (B2B) sono regolati dal Codice Civile e da normative settoriali specifiche, salvo disposizioni particolari come quelle sulla subfornitura o sui ritardi di pagamento.

Cosa sono le clausole abusive e come sono disciplinate nel Codice del Consumo?

Le clausole abusive (o vessatorie) sono quelle che, in contrasto con la buona fede, determinano un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi delle parti a danno del consumatore. L'articolo 33 elenca le clausole presuntivamente abusive, mentre l'articolo 36 ne sancisce la nullità di protezione, azionabile solo dal consumatore o rilevabile d'ufficio dal giudice.

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